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Dal 1996 le medicine non convenzionali entrano negli ambulatori pubblici della Toscana

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L’utilizzo delle medicine non convenzionali – MnC, secondo la definizione europea – da parte della popolazione mondiale è in continuo aumento, come dimostrano le indagini effettuate dai media e dagli istituti scientifici nella materia.

La tendenza è confermata a livello nazionale dai dati ISTAT, e per la Regione Toscana dall’analisi degli stessi dati realizzata dall’Agenzia regionale di sanità: su 7.049 soggetti intervistati

il 19,3% ha riferito di aver fatto ricorso ad almeno un tipo di MnC nell’ultimo triennio
il 13,3% nell’ultimo anno
circa il 70% di coloro che ne hanno fatto ricorso ha dichiarato di averne avuto beneficio

A partire dal 1996 gli atti di programmazione sanitaria della Toscana contengono riferimenti alle MnC, e gli ultimi tre piani sanitari regionali prevedono specifiche azioni a sostegno di queste terapie.
Il risultato ad oggi raggiunto si misura in circa 60 ambulatori pubblici che erogano prestazioni di Mnc – prevalentemente agopuntura, omeopatia e fitoterapia – presso le Aziende sanitarie toscane.

Il servizio sanitario regionale ha garantito la copertura delle prestazioni di agopuntura e moxibustione – inserimento nei livelli essenziali di assistenza regionali (Lea) – ed ha previsto l’erogazione delle altre MNC nell’ambito di progetti finalizzati o a fronte del pagamento di tariffe concorrenziali con il mercato privato.

E’ stata istituita una Struttura regionale di riferimento sulle MnC collocata presso il Centro di medicina Tradizionale cinese Fior di Prugna dell’Azienda USL di Firenze per lo svolgimento delle funzioni di interesse generale, e articolata, per le funzioni specialistiche, nell’Ambulatorio di Omeopatia dell’Azienda USL di Lucca, nel Servizio di Fitoterapia dell’Azienda USL di Empoli e nel Centro di medicina tradizionale cinese Fior di Prugna dell’Azienda USL di Firenze.
11 aprile 2008

 

N.B. Moxibustione: tecnica cinese (anche se il termine deriva dal giapponese Moe Kusa) che significa erba che brucia. L’erba che viene utilizzata è l’Artemisa Vulgaris (Assenzio cinese), perché emette una frequenza all’infrarosso (la temperatura raggiunge i 600°C) adeguata e non brucia ne troppo velocemente ne troppo lentamente. E’ particolarmente indicata nelle malattie croniche e nei dolori articolari in genere. L’applicazione è teoricamente identica a quella dell’agopuntura, si basa sugli stessi principi fondamentali e sugli stessi punti. L’artemisia si trova in commercio sotto forma di sigari della lunghezza di circa 20 cm per 15mm di diametro oppure sotto forma di lana dalle proprietà autoaderenti che la rendono adatta a essere separata in pizzichi di varia grandezza.

[N.d.R.: riportiamo il soprastante Comunicato della Regione Toscana del 2008 nel momento in cui delibera drastici risparmi sui farmaci.]

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