Deficit farmaceutica, voragine da spesa ospedaliera

Deficit farmaceutica, voragine da spesa ospedaliera

Rosso totale di 1,595 miliardi per il pre-consuntivo della spesa farmaceutica pagata dallo stato. Secondo quanto riportato dal Sole 24Ore, mentre i conti dei farmaci erogati in regime di convenzione (in farmacia) chiudono con un calo del 2,5% sul 2009 e addirittura con un risparmio di 100 milioni rispetto al budget, la spesa per farmaci in ospedale si conferma invece una voragine: soprattutto perché sempre più caricata di farmaci costosi e innovativi, ha chiuso il 2010 con un disavanzo di 1,695 miliardi. Deficit a carico delle regioni, che, infatti, spingono da tempo per modifiche sostanziose. I conti del 2010 esaminati dall’Aifa fotografano un’Italia dei farmaci a ventuno velocità. La farmaceutica netta sul territorio ha toccato quota 11,07 miliardi con un calo di 284 milioni (-2,5%) sul 2009. Le ricette (587,5 milioni in totale) sono però aumentate del 2,7% e gli incassi dei ticket (998 milioni) sono schizzati a +15,8 per cento. Considerando incassi per ticket, distribuzione diretta e al netto del pay back a carico delle industrie, il tetto di spesa è stato del 13,2% contro un budget del 13,3 sull’intera spesa sanitaria pubblica. Prospettive e dati rovesciati per la farmaceutica ospedaliera. La spesa totale al netto del pay back è stata di 4,21 miliardi, 1,695 più del tetto di legge (4%) fissato a quota 2,520 miliardi. Per l’ospedaliera tutte le regioni hanno anche ampiamente superato l’asticella del 2,34%: la Sardegna (6,2%) è al top, seguita da Piemonte (5,2%) e Friuli (4,8%); più vicino al tetto è stato il Molise (2,6%). In ospedale sono bastati i primi 12 principi attivi a incidere per oltre la metà della spesa, con gli antitumorali in testa a tutti [nella tabella i 10 farmaci più venduti al mondo nel 2010].

Farmacista33 – 4 aprile 2011

Federfarma, taglio generici attacco a redditività farmacie

«L’imminente drastico taglio dei prezzi di riferimento dei farmaci fuori brevetto produrrà un ulteriore attacco alla redditività delle farmacie, senza portare strutturali vantaggi all’intero sistema sanitario nazionale e, in particolare, alla spesa farmaceutica i cui indicatori più allarmanti sono quelli della spesa farmaceutica ospedaliera». Così Federfarma in un comunicato ufficiale, commenta la manovra Aifa con i tagli ai prezzi degli equivalenti. «Eppure è quest’ultima» continua la nota Aifa «che registra forti incrementi e continui splafonamenti, tanto da pensare che senza correttivi potrebbe raggiungere in pochi anni lo stesso valore della spesa farmaceutica territoriale». Colpendo il settore dei generici «si va quindi a colpire un settore che è già fortemente penalizzato e che ha già prodotto in termini economici tutte le sue potenzialità di risparmio, grazie anche al contributo delle farmacie che incoraggiano la sostituzione. È un’ulteriore dimostrazione della necessità di pervenire rapidamente a un nuovo sistema di remunerazione delle farmacie, peraltro voluto dalla stessa legge, per evitare di continuare a depauperare la qualità del servizio farmaceutico svolto sul territorio e lasciando che persistano grandi e incontrollati varchi alla spesa sanitaria complessiva». In conclusione Federfarma auspica che le risorse disponibili dopo il taglio «si traducano almeno nella possibilità che i cittadini accedano più facilmente, attraverso le farmacie del territorio, ai medicinali più moderni per patologie rilevanti che oggi, molto spesso, sono distribuiti direttamente dalle Asl, con il risultato di imporre ai pazienti ulteriori disagi e gravosi spostamenti».

Farmacista33 – 4 aprile 2011

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