DICONO DI NOI. ISF raccolgono 1.100 firme per abrogare obbligo principio attivo

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Lettera a Governo, norma incostituzionale e migliaia posti lavoro persi

Annullare l’obbligo per il medico di indicare in ricetta solo il principio attivo dei farmaci. A tornare sulla contestata norma prevista quest’estate nel provvedimento sulla ‘spending review’, chiedendone l’abrogazione, è la Federazione delle associazioni degli informatori scientifici del farmaco (Federaisf), che ha raccolto 1.125 firme a sostegno di una petizione. E ha messo nero su bianco la richiesta in una lettera al premier Mario Monti, ai ministri dello Sviluppo economico Corrado Passera e della Salute Renato Balduzzi, al sottosegretario dell’Economia Gianfranco Polillo. "Il comma 11 bis dell’articolo 15 della legge n.135/2012 in vigore dal 15 agosto 2012 – premette nella lettera Riccardo Bevilacqua, segretario nazionale Federaisf – dispone l’obbligo per il medico di indicare il principio attivo sulla ricetta rossa per i farmaci posti a carico del Ssn per le patologie croniche, quando il medico tratta per la prima volta il paziente e per le patologie non croniche quando il medico inizia la terapia per un nuovo episodio per il cui trattamento sono disponibili più medicinali equivalenti.

Quest’articolo – sottolinea – pone il problema di incostituzionalità del provvedimento perché palesemente in contrasto con le disposizioni che regolano il libero mercato sancite dall’articolo 41 Costituzione italiana e dall’articolo 3 (punto 2) della Costituzione europea". Per Federaisf, "senza alcun risparmio, o vantaggio per lo Stato, il provvedimento penalizza la maggior parte delle aziende farmaceutiche con conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro tra gli informatori scientifici del farmaco”. Denuncia Bevilacqua ai rappresentanti del Governo.

Gli informatori farmaceutici chiedono dunque "l’abrogazione dell’iniquo provvedimento e altresì che lo Stato intervenga nella determinazione del prezzo di riferimento dei farmaci generici senza interferire con il libero mercato decidendo arbitrariamente il futuro di aziende e di migliaia di posti di lavoro, che nulla hanno a che fare con il risparmio statale".

Adelisa Maio- 13 novembre 2012 – PharmaKronos

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