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Ecco i nuovi Isf

 

Negli ultimi quattro anni, le Big Pharma hanno ridotto di circa il 10% il numero di informatori scientifici del farmaco in organico. La spinta è infatti verso un’evoluzione della loro funzione, con nuove figure emergenti come il product specialist e l’informatore commerciale.

A fare un bilancio è Boris Errani, responsabile di Gi Group Pharma, divisione specializzata di una delle principali agenzie italiane per il lavoro. "In questi anni – evidenzia Errani – il mercato del lavoro nel settore farmaceutico italiano ha registrato un andamento singolare. Da un lato, infatti, il Pharma ha attraversato la crisi mondiale con discreta facilità, aiutato molto dal fatto che il tipo di prodotto ‘core’ del proprio business, il farmaco, non ha subito rallentamenti nelle vendite, ma anzi, grazie anche alla parentesi dell’influenza A ha incrementato la produzione e la vendita di vaccini. D’altro canto però, soprattutto a causa di fattori endogeni, come in Italia l’introduzione di nuove normative seguiti a cambiamenti istituzionali e di cause esogene, quali la scadenza di molti brevetti e massicci processi di fusione, integrazione e riorganizzazione delle Big Pharma, si sta verificando un certo riassetto occupazionale".

 "E’ il caso, nello specifico – prosegue l’esperto – del ruolo del classico informatore scientifico del farmaco che ha o aveva come interlocutore principale il medico di base o di famiglia. I fattori sopra indicati hanno costretto, in questi ultimi quattro anni, le Big Pharma a ridurre di circa il 10% il numero di Isf in organico, con conseguente riorganizzazione e spinta verso un’evoluzione della loro funzione. Il ruolo dell’Isf si sta pertanto diversificando in due ambiti di attività cui oggi fanno riferimento due nuove figure professionali in qualche modo derivanti: il product specialist e l’informatore commerciale.

Il product specialist (specialista di prodotto) – spiega – è in sostanza un informatore ‘evoluto’ che si occupa di promuovere medicinali dispendiosi e specifici per patologie molto gravi o rare e che si rivolge praticamente solo a medici specialistici.

Con questa figura, in sostanza l’azienda farmaceutica cambia strategia di approccio al m

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