
Pfizer Catania, sindacati: “Massima mobilitazione per difendere occupazione e futuro del sito”. Il 22 luglio tutti i lavoratori a Roma per il tavolo al MIMIT
Massima mobilitazione a difesa dei 330 posti di lavoro e della vocazione industriale e farmaceutica dello stabilimento Pfizer di Catania. È quanto hanno ribadito Filctem CGIL, Femca CISL, Uiltec UIL, UGL Chimici, CISAL e la RSU al termine dell’assemblea sindacale svoltasi nei giorni scorsi nello stabilimento etneo, alla
quale hanno partecipato lavoratrici e lavoratori.
Al centro del confronto la vertenza aperta dopo l’annuncio della crisi occupazionale, il piano di mitigazione degli esuberi presentato dall’azienda e il tavolo convocato per il prossimo 22 luglio al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza del ministro Adolfo Urso. L’assemblea ha inoltre approvato un calendario di iniziative di mobilitazione culminante nella partecipazione di tutti i lavoratori del sito alla manifestazione prevista a Roma in occasione dell’incontro ministeriale.
Le organizzazioni sindacali, si sono riunite questa mattina nella sede della UGL di Catania. erano presenti: Carmelo Giuffrida e Angelo Mirabella (UGL Chimici), Jerry Magno (Filctem CGIL), Stefano Costa (Femca CISL), Mimmo D’Antone e Alfio Avellino (Uiltec UIL), e Giuseppe La Mendola (CISAL).
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La linea decisa è di mobilitazione dura. La mobilitazione partirà immediatamente: il 9 luglio è convocata
un’assemblea dei lavoratori nello stabilimento; il 17 luglio si terrà un sit-in davanti ai cancelli della Pfizer; il 22 luglio, in occasione del tavolo ministeriale, sarà proclamato lo sciopero con manifestazioni a Catania e a Roma, dove una delegazione di lavoratori raggiungerà il Ministero.
Chiediamo le dimissioni del direttore dello stabilimento, Giuseppe Campobasso. La gestione degli ultimi anni ha prodotto soltanto un progressivo ridimensionamento del sito, fino alla chiusura del Penicillinico e agli annunciati licenziamenti. Chi ha contribuito a questo fallimento industriale deve assumersene la responsabilità.
Altrettanto gravi sono i silenzi della politica. Prendiamo atto della richiesta del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, di un intervento del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ma adesso servono fatti. Incomprensibile è il silenzio del sindaco di Catania, Enrico Trantino: davanti a una delle più gravi crisi industriali degli ultimi anni non è arrivata una parola a difesa dei lavoratori e del futuro della città.
Non permetteremo che una multinazionale presente a Catania dal 1959 abbandoni il territorio lasciando centinaia di famiglie senza reddito e un altro vuoto industriale. Da oggi la risposta dei lavoratori sarà unitaria, determinata e visibile in ogni sede.




