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DDL competition approved. Federfarma: epochal change. Parapharmacies: to protect privileges, against the interests of consumers

Dopo oltre due anni e mezzo dal varo del governo e dopo numerose battute d’arresto, il ddl concorrenza ha superato il traguardo e diventa legge con il voto di fiducia in Senato e con soli 146 sì e ben 113 no. Un lungo iter su cui hanno certamente influito le pressioni delle lobby ma anche i momenti più delicati nella stessa maggioranza.

Federfarma: ora al lavoro per gestire un cambiamento epocale

Risultati immagini per federfarmaLe conseguenze di un siffatto provvedimento erano state sottovalutate, nonostante i gridi di allarme di varie associazioni provinciali. Noi abbiamo subito motivato la nostra contrarietà al provvedimento cosi come era strutturato, senza vincoli, con una nota inviata ai parlamentari, ma ormai era tardi in quanto la discussione concernente le farmacie si era già conclusa e i giochi erano fatti.  Oggi il provvedimento è legge – osserva il presidente di Federfarma, Marco Cossolo –è inutile piangere sul latte versato e siamo già al lavoro per gestire questo cambiamento che sarà epocale per la farmacia italiana.”

“Occorre anche dire che la farmacia è stata trattata peggio di altre professioni per le quali sono stati inseriti alcuni vincoli mentre, ad esempio, nella compagine sociale della proprietà della farmacia non è stata prevista la presenza obbligatoria del farmacista, neppure in quota di minoranza.   Di fatto questo provvedimento si configura come un nuovo provvedimento contro la farmacia e contro i suoi utenti, sulla scia dei molti che si sono succeduti in questi anni.”

“Per gestire il cambiamento e affrontare l’ingresso dei capitali è prioritario consolidare le aggregazioni già esistenti tra farmacie e le sinergie con le società di distribuzione del farmaco di proprietà dei farmacisti.

Al Governo chiediamo di controllare che a seguito del provvedimento, che di concorrenziale ha solo il nome e favorisce la concorrenza solo a parole, non si creino situazioni di oligopolio, visto che la legge permetterebbe a sole 5 grandi società di impossessarsi  di tutto il servizio farmaceutico e di guidarlo sulla base dei propri interessi economici piu’ che delle necessità di salute della collettività.

Federfarma 02/08/2017

Liberi Farmacisti: Ddl concorrenza: legge a tutela dei privilegi, contro gli interessi dei consumatori

“Una legge sbagliata ove si è fatto scempio delle indicazioni dell’Antitrust, Autorità strumentalizzata da una politica fortemente legata a lobby e corporazioni”, così Vincenzo Devito presidente del MNLF commenta l’approvazione del Ddl concorrenza.

Risultati immagini per mnlf liberi farmacistiI risultati sono sotto gli occhi di tutti”, continua Devito, “la montagna non ha partorito il classico topolino, ma un mostro tentacolare che i cittadini impareranno presto a conoscere.”

Un tributo altissimo a carico dei consumatori che la maggioranza ha offerto agli interessi delle corporazioni e del grande capitale.

In tutta questa storia le responsabilità sono del Partito Democratico e di Mattei Renzi incapaci di avviare una vera stagione realmente riformatrice, ma pronta a cogliere i suggerimenti dei poteri forti. più che rottamatore l’ex presidente del consiglio appare come il “restauratore” di privilegi.
Fabio Romiti, Vice Presidente MNLF, spiega, “c’era sin dall’approvazione in Consiglio dei Ministri, due anni fa, un patto tra Angelino Alfano e Matteo Renzi per non liberalizzare il settore, favorendo al contempo l’entrata in campo di alcune note multinazionali”. “Più che allargare il settore a nuovi attori si è trattato di una operazione per estendere il monopolio esistente a nuovi soggetti trasformandolo in un oligopolio”.

Per l’ennesima volta si è persa una occasione, rinunciando alla liberalizzazione dei farmaci di fascia C, per creare nuovi posti di lavoro (5000), nuove aziende (3000/3500), investimenti (700Mln euro) e soprattutto risparmi per i cittadini (in media 500 Mln/anno). Tutto a costo zero per lo Stato. Per l’ennesima volta gli interessi particolari hanno prevalso su quelli generali.

Questi sono i risultati di una politica volutamente superficiale, ove un ministro della Salute, Lorenzin, parla di rischi per la salute pubblica con le liberalizzazione, come se non sapesse che nelle parafarmacie ci sono le stesse garanzie tecniche, normative e di controllo delle farmacie, come se non sapesse che nelle parafarmacie opera un farmacista laureato ed abilitato come nelle farmacie. Una politica che non esita a fare false promesse, sia da destra che da sinistra, consapevole di compiacere solo per meri calcoli elettorali.
Fake news elettorali appaiono i tentativi di alcuni esponenti Pd e Forza Italia di promettere velleitarie sanatorie alle parafarmacie.

Oltre due anni per varare una legge fondamentalmente corporativa, il Governo Gentiloni ora e quello Renzi prima, hanno poco da festeggiare e molto, moltissimo da riflettere.
Tuttavia, la battaglia per liberalizzare il settore continua.

MNLF – 02/08/2017

La Cgil denuncia i riflessi negativi sugli utenti. Cervellini (SI) parla di vittoria delle lobby, e degli oligopoli. Insomma, una schifezza

Risultati immagini per parafarmacia conadFrancesco Pugliese, amministratore delegato Conad: “legge che mostra una classe dirigente incapace di mettere in discussione le prerogative delle lobby”

“Una legge che di concorrenza ne ha ben poca, e che mostra tutta la debolezza di una classe dirigente ancora incapace di mettere in discussione le prerogative di lobby e corporazioni”. Così Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad, ha commentato l’approvazione del Ddl concorrenza, oggi divenuto legge con il voto di fiducia del Senato. Il riferimento, spiega una nota, è al capitolo sulla distribuzione dei farmaci, che consente l’ingresso delle società di capitali nelle proprietà delle farmacie aprendo il mercato ai grandi gruppi della distribuzione del farmaco. “Si è preferito – ha proseguito Pugliese – consegnare il mercato della vendita dei medicinali alle multinazionali, piuttosto che estendere la vendita dei farmaci a carico di cittadini alle parafarmacie, dove operano farmacisti abilitati e dove oggi i cittadini riescono a risparmiare fino al 40% sui farmaci da banco. Una netta marcia indietro rispetto alla strada indicata dal decreto Bersani del 2006, e che comporta per giunta il rischio di affossare i vantaggi già ottenuti con la precedente liberalizzazione”, ha proseguito il numero uno di Conad.

Jobdnews – 02/08/2017

Redazione Fedaiisf

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