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Fake crises and no control in the pharmaceutical sector

 

Dear colleagues,

da qualche tempo sui siti specializzati del settore farmaceutico leggiamo di cessioni di rami di azienda,di mobilità e di presunte crisi che colpiscono il nostro settore.
Senza volersi addentrare in strane dietrologie,si deve però notare come nel settore farmaceutico a dispetto di quanto sta accadendo in altri settori,le aziende farmaceutiche continuino ad effettuare crescite importanti di fatturato e di profitti (basta leggere qualche sito di economia) e contemporane amente la loro opera di mattanza degli isf senza alcuna vera motivazione di crisi. Questi fatti sono oramai pubblicati non solo nei siti specializzati , e sono a conoscenza anche del grande pubblico perché di tali argomenti si interessano anche i grandi giornali.
Quello che lascia tutti molto perplessi sono tre aspetti.
Il primo riguarda l’aspetto fatalistico della categoria degli isf, i quali sembrano agnelli sacrificali che attendono solo il loro turno. Al di là di generiche prese di posizione o di sporadici tentativi e di eroici colleghi che continuano a lottare contro un sistema veramente aberrante,la grande maggioranza continua a testa bassa a lavorare pur temendo rappresaglie e la perdita del proprio posto di lavoro senza reagire.
Il secondo riguarda la totale assenza dei sindacati e delle istituzioni. I primi continuano a mantenere le famose "relazioni industriali", a firmare contratti collettivi di lavoro capestro ed avvallano mobilità e crisi inesistenti. Le istituzioni invece sono addirittura lontanissime dagli isf. Se si chiude un centro di ricerca o se sono gli interni di una azienda a soffrire una CIG o una chiusura di sedi è tutto un levare di scudi a livello politico locale e nazionale. Per gli Isf,nulla. Sembra solo l ’On. Scilipoti ad essersi accorto di quanto sta accadendo alla nostra categoria, il resto nulla. Eppure quando si avvicinano le elezioni, tutti i piccoli ras locali all’improvviso si ricordano anche di noi per il voto.
Il terzo riguarda le aziende farmaceutiche che con gran disinvoltura si muovono senza alcun problema. Addirittura continuano a cedere finti rami di azienda o a cedere più verosimilmente persone e contratti di lavoro ad aziende contenitore. Anche l’ultima notizia proveniente dalla Sardegna è l’ennesima ciliegina sulla torta. Finalmente si inizia a mettere a fuoco che le famose regolamentazioni regionali non sono assolutamente rispettate dalle aziende e dagli isf operanti in quel territorio. E questo problema non è una peculiarità solo della Sardegna, ma riguarda molte altre regioni ove tali regolamentazioni sono attive e ove le aziende farmaceutiche fanno il bello ed il cattivo tempo. D’altronde chiedere di vedere 9-10 medici o un medico in più a cosa serve se non a scavalcare le normative regionali ed il numero di visite annue ?
Cari colleghi prestiamo maggiore attenzione a questi aspetti, altrimenti come sempre per Noi ci saranno guai in caso di controlli e per le aziende farmaceutiche invece alcun problema se non quello di fare sempre più profitti alle nostre spalle.
Umberto Alderisi
29.10.2010

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