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Informazione Scientifica sul Farmaco: ruolo associativo sulla normativa italiana (1946-2006)

Intervento del Direttore del Centro Documentazione, Studi e Ricerche, Riccardo Bevilacqua

Nelle varie fasi dell’iter legislativo, che ha preceduto, accompagnato e fatto seguito alla Legge di Riforma Sanitaria (n.833/78), l’AIISF ha sempre offerto il proprio contributo tecnico e di esperienza, incidendo in modo determinante sulla stesura di Circolari Ministeriali, Articoli di Legge, Decreti Legge e Decreti Ministeriali riguardanti l’informazione scientifica sul farmaco.

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L’evoluzione dell’informazione scientifica del farmaco in Italia è il risultato di un percorso storico complesso, iniziato nel secondo dopoguerra e sviluppatosi attraverso decenni di confronto tra istituzioni, industria e associazioni professionali. Nel contesto degli anni ’40 e ’50, caratterizzato dalla produzione incontrollata di copie di farmaci e dall’assenza di regole, la figura del propagandista di medicinali – nata con presupposti ben diversi – si trasforma in un ruolo commerciale.
A partire dagli anni ’60, la crescente consapevolezza delle criticità del sistema e del potenziale conflitto etico tra informazione e promozione porta la categoria a organizzarsi. Il 1965 rappresenta un anno spartiacque: vengono presentati in Parlamento i primi disegni di legge sulla professione e nasce l’ANCSIF, poi AIISF, che diventerà il principale interlocutore istituzionale per la regolamentazione dell’informazione scientifica.
Il primo risultato concreto arriva nel 1972 con la circolare ministeriale n. 157, che introduce criteri fondamentali per l’attività informativa.
Il passo decisivo è però la Legge n.833/1978, istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale, che per la prima volta riconosce formalmente la figura dell’informatore scientifico del farmaco e ne colloca la funzione all’interno degli obiettivi di tutela della salute pubblica.
Negli anni ’80, grazie alla collaborazione costante tra AIISF e Ministero della Sanità, vengono emanati numerosi decreti che definiscono requisiti professionali, obblighi di monitoraggio, criteri per il materiale informativo, regole per congressi e formazione continua. L’informatore scientifico assume così un ruolo tecnico professionale, dotato di competenze scientifiche certificate e integrato nei processi di farmacovigilanza e aggiornamento medico.
Gli anni ’90 vedono l’armonizzazione con le direttive europee, la definizione dei limiti per la consegna dei campioni gratuiti e il consolidamento del profilo professionale dell’ISF anche a livello comunitario. Parallelamente, l’Associazione contribuisce alla definizione del codice deontologico di Farmindustria e continua a essere coinvolta nei tavoli ministeriali.
Con la Legge 326/2003, la competenza sull’informazione scientifica viene attribuita alle Regioni, portando alla nascita delle linee guida regionali del 2006.
Nello stesso anno, il Decreto Legislativo 219/2006 recepisce le direttive europee e stabilisce in modo definitivo il quadro normativo dell’informazione scientifica del farmaco, tuttora vigente.
L’intero percorso dimostra come l’Associazione degli informatori scientifici abbia svolto un ruolo determinante nel trasformare una figura commerciale priva di regolamentazione in una professione sanitaria riconosciuta, formata e disciplinata, contribuendo alla trasparenza, alla qualità dell’informazione e alla tutela della salute pubblica.
Richard Bevilacqua

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Fedaiisf Federazione delle Associazioni Italiane degli Informatori Scientifici del Farmaco e del Parafarmaco