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Liguria. Easy prescriptions for medical patients in the crosshairs of Finance

Via ai controlli sulle farmacie che affittano gli studi

di MARCO PREVE

L’anamnesi l’hanno compilata i carabinieri del Nas, ma la diagnosi l’ha fatta la Procura della Corte dei Conti: iperprescrizione. Una "patologia" meno diffusa che in passato, ma di cui soffrono ancora troppi medici di famiglia. Nei confronti dei due dottori pizzicati dagli inquirenti e dagli ispettori dell’Agenzia Regionale Sanitaria (Ars), la terapia prevede l’apertura di un fascicolo e un assai probabile processo in cui verrà loro chiesto di risarcire lo Stato per il danno erariale provocato dalle migliaia di ricette inutili, per farmaci mai utilizzati che, oltre ad aver impoverito le casse pubbliche, hanno arricchito quelle di alcuni farmacisti.

E proprio su questo aspetto è partita una nuova offensiva da parte della Regione e della Guardia di Finanza, in base anche alla convenzione per la lotta agli sprechi in ambito sanitario. Una guerra che, se vinta, può permettere di salvare qualcuno di quei posti letto oggi vittime di drammatici tagli.

Alle Fiamme Gialle sono stati infatti consegnati i nominativi di alcuni medici con ritmi di prescrizione ben sopra la media. Tra gli accertamenti chiesti ai militari anche visure catastali per scoprire se gli studi, oltreché essere nelle adiacenze di farmacie – ormai una consuetudine – , siano per caso anche di proprietà degli stessi farmacisti. Secondo passaggio chiesto alla Finanza, verificare se venga regolarmente versato un affitto. Terzo step, in caso di comodato gratuito effettuare un’analisi approfondita con incrocio tra i dati relativi alle ricette e quelli dell’acquisto nella farmacia padrona di casa.

Molto tempo prima che la spending review diventasse un termine familiare, la campagna per la riduzione della spesa farmaceutica in Liguria era già in pieno svolgimento. Oltre ad alcune imminenti e rivoluzionarie novità sul fronte amministrativo (ne parliamo in un altro articolo in questa stessa pagina) è l’apparato giudiziario a intervenire quando vengono scoperte situazioni che si ritengono "dolose".

E’ il caso dei due affermati medici di medicina generale attualmente oggetto d’indagine da parte del procuratore della Corte dei Conti Ermete Bogetti. Tutto è partito dall’analisi dei dati da parte dell’Ars. Ci si è accorti che i due dottori producevano ricette raddoppiando o triplicando la quantità massima di confezioni di farmaci consentita. La Corte, ricevute le segnalazioni ha incaricato i carabinieri del Nas di scoprire che fine facevano i medicinali attraverso visite a domicilio degli assistiti.

Alcuni dei pazienti non avevano neppure ritirato parte delle ricette (ovvero avevano preso solo una confezione ma non le altre che però sono state comunque pagate dal Servizio Sanitario Nazionale), altri assistiti hanno addirittura negato di aver mai ricevuto ricette a quel punto definite "fantasma", e in molti altri casi nelle abitazioni ispezionate i N

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