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Farmaci e corruzione, a dieci anni dalla 231/2001

Per stare sul mercato le aziende farmaceutiche sono tenute a coltivare rapporti costanti non solo con i medici prescrittori ma anche con la pubblica amministrazione, termine che con il federalismo sanitario raggruppa ormai un’ampia casistica di uffici e figure. E più è vasta la rete delle relazioni, maggiore dev’essere la vigilanza delle imprese perché nella trama non attecchiscano "liaisons dangereuses" imperniate sulla corruzione. E’ la legge a imporlo: il d.lgs 231/2001, infatti, ha introdotto sanzioni pesanti (fino all’interdizione) a carico delle società che non hanno adottato misure con cui prevenire che i propri dipendenti commettano reati nell’interesse dell’azienda stessa. Quella normativa ha compiuto dieci anni e proprio per fare il punto sull’applicazione del decreto l’Osservatorio 231 Farmaceutiche, in collaborazione con FiloDiritto, ha organizzato ieri a Milano un convegno dedicato proprio al rischio di corruzione nel settore farmaceutico. Ospitato nell’Auditorium Boehringer Ingelheim Italia, l’appuntamento ha visto esperti e manager d’azienda confrontarsi sulle esperienze e sui modelli organizzativi messi in piedi dalle imprese per prevenire quelle "relazioni pericolose" di cui si diceva. «Il settore farmaceutico» ha osservato Maurizio Arena, avvocato, autore del libro "La prevenzione della corruzione nelle aziende farmaceutiche", presentato al termine dei lavori «è per la natura stessa della sua attività un settore a rischio. Tanto da poter essere tranquillamente considerato una vera palestra della 231». La risposta delle imprese ha seguito gli indirizzi della legge, le linee guida elaborate dalle associazioni di settore (Farmindustria e Confindustria) e non ultima una sentenza del Tribunale di Bari del 2009 che, come si suol dire, ha fatto giurisprudenza. E le misure preventive messe in campo vanno dalla tracciabilità dei flussi finanziari (per l’emersione di fondi neri) a processi di audit interni diretti ad agevolare le denunce dei dipendenti fino all’istituzione in ogni azienda dell’Odv, Organismo di vigilanza, preposto alla prevenzione dei reati di corruzione da parte degli uffici dell’azienda stessa. E ormai strategie di questo genere non appartengono soltanto ai produttori di farmaci: come lasciano intravvedere alcuni processi recenti, un altro comparto destinato a essere investito sempre più pesantemente dal problema della corruzione è quello della Sanità privata.
DoctorNews – 28 aprile 2011

CORRUZIONE E SETTORE FARMACEUTICO: IL RISCHIO E LA PREVENZIONE

 

Milano 27 aprile 2011 (ore 14-18)

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