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Farmaci equivalenti, Siviero (Aifa): ruolo cruciale per sostenibilità Ssn

 

«È evidente l’importanza del ruolo che i farmaci equivalenti hanno svolto per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale». A dichiararlo Paolo Siviero, direttore del Centro Studi dell’Aifa nel corso dei lavori del Convegno nazionale di AssoGenerici “Una sanità accessibile, Una sanità etica” svoltosi martedì a Roma. «È da questa constatazione che occorre partire per cogliere l’occasione che si prospetta con i farmaci biosimilari, che rappresentano non soltanto un’occasione di risparmio, ma anche di ampliamento del ricorso alle terapie avanzate. I medicinali finora registrati possono esibire un bilancio positivo: quelli che verranno in futuro sono sostanze più complesse e con indicazioni importanti – basti pensare agli anticorpi monoclonali. Sarà dunque fondamentale fare corretta opera di informazione per superare eventuali timori e resistenze, a partire dalla circostanza che il percorso registrativo è ben differente da quello dei generici: non si tratta di dimostrare la bioequivalenza rispetto all’originale, ma di provare attraverso studi clinici sicurezza ed efficacia. L’Aifa è pronta a studiare tutti i possibili supporti che possano aiutare i clinici italiani a superare le diffidenze iniziali» conclude Siviero. E sul ruolo svolto da equivalenti e biosimilari arriva un riconoscimento anche dal sottosegretario alla Salute Vito De Filippo che con riferimento all’attuale normativa che regola la prescrizione dei farmaci equivalenti ha sottolineato come sia stato «un salto in avanti per l’accesso a questi medicinali che rappresentano un’alternativa solo in termini finanziari, non certo per qualità, sicurezza ed efficacia, ormai ampiamente dimostrate».

Giovedì, 19 Giugno 2014Doctor33

 N.d.R.: “Per saperne di più sul personaggio De Filippo bisogna tornare a un anno fa. Ad aprile 2013 è costretto a lasciare la guida della giunta regionale lucana, dopo che la procura di Potenza iscrive nel registro degli indagati 40 persone tra consiglieri regionali, assessori e collaboratori. Lo scandalo somiglia a quello di molte altre regioni it

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