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Federazione degli esercizi farmaceutici.

Una lobby rovesciata, ossia una non lobby. Perchè non difende cose, ma persone: non le farmacie, ma i farmacisti. Nasce con questa missione la Federazione degli esercizi farmaceutici, lanciata oggi a Milano dal Movimento nazionale liberi farmacisti (Mnlf) con l’obiettivo di tutelare i farmacisti proprietari di un esercizio per la dispensazione di prodotti da automedicazione Sop e Otc.di parafarmacia ci sta stretta – spiega Pietro Marino, delegato del Mnlf per la Lombardia e presidente della neonata Federazione – Oltre a vendere articoli per la salute e il benessere, infatti, queste strutture vendono farmaci, e non parafarmaci. Invece di usare il termine parafarmacia, dunque, i liberi farmacisti – tutti i professionisti del farmaco non titolari di farmacia – preferiscono parlare di esercizi farmaceutici o di vicinato, come li chiama il decreto Bersani. Definizioni a parte, riassume Marino, la Federazione ha il compito di garantire rappresentanza ai proprietari di esercizi farmaceutici, promuoverne il confronto in termini di capacita’, favorire i rifornimenti, stimolare gruppi d’acquisto, incentivare progetti comuni, informare e aggiornare, e fornire strumenti gestionali. Quel che è certo, tiene a ribadire il presidente del Mnlf, Vincenzo Devito, è che questa Federazione non saræamp;nbsp; unaltra lobby, bensì un nuovo soggetto indispensabile alla luce delle oggettive difficoltà di un mercato farmaceutico, quello italiano, in cui la cultura della concorrenza stenta ad affermarsi come valore. Ora però il decreto Bersani ha aperto una breccia in un muro che sembrava impenetrabile – continua Devito – Al binomio finora indissolubile farmaco-farmacia ha sostituito il nuovo binomio farmaco-farmacista. Finalmente si è aperta insomma una finestra che, ne sono certo, non si chiuderæamp;nbsp; più.Logo della nuova Federazione una croce speciale: tre bracci che ricordano quelli della croce-simbolo delle farmacie, un quarto rappresentato dalla scritta Federazione degli esercizi farmaceutici e al centro l’acronimo Mnlf dei liberi farmacisti. A dispetto di chi ci ha sempre considerato un movimento folkloristico, senza accorgersi che piano piano crescevamo guadagnando consensi – evidenzia Devito – ci confermiamo invece unassociazione di lotta. Diversa dalle associazioni di potere, legate alla logica del denaro e che quando scendono in piazza fanno sorridere. Perché la piazza serve per difendere i professionisti (i farmacisti), e non i negozi (le farmacie), avverte il presidente del Mnlf.Queste associazioni di potere ora hanno paura – incalza – Non solo perché rischiano di perdere quel 30% di mercato (Sop, Otc, articoli e dispositivi per salute e benessere) che rappresenta però l80% del guadagno della farmacia – precisa Devito – Tremano anche perché ora, allesterno della farmacia, cè qualcuno che in futuro si potra’ permettere di trattare una convenzione con lo Stato. Ma il salto necessario devessere anche un altro. Mentre per gestire una farmacia non ci vuole poi tanto – dice Devito – per far sopravvivere un esercizio farmaceutico e richiamare i cittadini serve un quid in più. Per questo proponiamo listituzione di un Master universitario ad hoc, una sorta di specializzazione da seguire dopo la laurea. Se a rappresentare le farmacie cè Federfarma, riprende Marino, e se la grande distribuzione si difende da sola, serviva invece un soggetto che tutelasse i farmacisti degli esercizi di vicinato (non tutti indistintamente, ma i veri professionisti), affermandone il ruolo sociale e contribuendo allabolizione dei vincoli alla libertæamp;nbsp; di impresa.
Le rivendite di medicinali diverse dalla farmacia sono infatti destinate ad aumentare: se nel 2006 ci sono state 112 richieste per aprire corner nella grande distribuzione e 316 per avviare

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