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Genova. Stretta sui medici di famiglia. 40 milioni di troppo in medicine

di AVA ZUNINO

Nella sanità ligure che chiude le sale operatorie e raschia il barile, torna il tema della spesa farmaceutica e delle prescrizioni da parte dei medici, mentre si studia come fare retromarcia su scelte già avviate come l’acquisto della nuova sede amministrativa di Asl 3 in via Degola a Sampierdarena.

Partiamo dai medici e dalla spesa farmaceutica. I controlli dell’Agenzia regionale della sanità hanno evidenziato che su un totale di 1500 medici di famiglia ce ne sono 150, cioè il dieci per cento, che "sfora" la media delle prescrizioni e tende ad uscire dai parametri fissati per i farmaci generici e le quantità. Gli uffici regionali hanno calcolato che il costo di queste prescrizioni non in linea, è di 40 milioni in un anno, quasi il doppio della cifra che adesso manca per scongiurare il commissariamento della sanità ligure. Da qui a fine dicembre, le Asl e le aziende ospedaliere devono infatti eliminare qualcosa come 25 milioni di costi. La stretta sui medici di famiglia dunque continua. Alcune Asl, come la 3, hanno già vissuto momenti di acute frizioni, perché i medici di famiglia si vedono trattenere dai cedolini paga i costi di quei farmaci che non vengono ritenuti in linea con le direttive regionali ma che i medici invece prescrivono ritenendo che i loro pazienti ne abbiano bisogno.

Adesso il monitoraggio sarà più costante, come prevede un nuovo protocollo tra la Regione ed i medici di famiglia che risale alla prima metà di settembre. Prevede tra l’altro che le Asl dovranno inviare ai medici dei report informativi sulle prescrizioni effettuate nei tre mesi precedenti. Sarà un modo per facilitare sia chi deve controllare sia chi prescrive. Il protocollo inoltre ribadisce che i medici sono tenuti ad "utilizzare la buona prassi di farmacoeconomia, valutando il rapporto costo-beneficio e privilegiando l’uso del farmaco equivalente". E torna anche sulle "quantità prescrivibili" per fare in modo che non ci siano sprechi, dunque lo stretto necessario e preferibilmente far tornare il paziente per una nuova prescrizione se la cura deve continuare. Nei nodi da sciogliere resta la tormentata vicenda di via Degola, a Sampierdarena, edificio acquistato dall’ex direttore generale della Asl 3, Renata Canini, con un contratto chiavi in mano che prevede ristrutturazione ed arredi. Dovrebbe ospitare tutti gli uffici amministrativi della Asl. Il prezzo è di 17 milioni di euro che ormai vista la situazione sono una cifra inarrivabile. Però il contratto è firmato e la Asl 3 rischia di dover pagare una sostanziosa penale se non lo rispetta. E anche la penale è un lusso che la sanità ligure non si può certo permettere. In queste settimane si sta lavorando per capire se esiste una via d’uscita alternativa che consenta di sfilarsi senza pagare.

01 ottobre 2011 –

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