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Idi, quelle cure negate per gli sprechi “In dieci mesi rifiutati 7mila pazienti”

La rabbia dei camici bianchi: “Lasciati con i macchinari rotti e senza farmaci, per i troppi debiti i fornitori non consegnavano nemmeno più i medicinali”

di FEDERICA ANGELI

Settemila e cinquecento pazienti rifiutati in dieci mesi all’Idi per macchinari rotti e mai sostituiti. Malati oncologici costretti a trasferirsi in altri ospedali perché i farmaci necessari a curarli non c’erano. "Troppi debiti, le case farmaceutiche non consegnavano più", dice un medico. La ricerca scientifica, a cui un tempo l’Italia guardava per sviluppi importanti (dal melanoma alla psoriasi) sulle malattie della pelle, è ferma a cinque anni fa: "I fondi regionali destinati alla ricerca sono volati altrove". La storia del tracollo di uno dei poli dermatologici di fama internazionale è raccontata dai medici che, "malgrado tutto quello che stava succedendo" hanno continuato a lavorare anche senza stipendi. "Abbiamo proseguito nel nostro lavoro – ha dichiarato il primario di uno dei reparti dell’Idi – a ritmi di 400 visite al giorno, senza strumenti, senza medicine, senza apparecchi indispensabili per fare diagnosi importanti, soprattutto a pazienti oncologici".

Ed è con il rammarico nel cuore, ma anche con rabbia, che i camici bianchi dell’istituto Dermopatico dell’Immacolata dicono di come hanno assistito, impotenti, pur avendo negli anni denunciato quanto accadeva tra le mura dell’ospedale all’Aurelio, alla trasformazione del "gioiello Idi" in un "rottame".

"Abbiamo dovuto assistere senza poter intervenire – ha raccontato un medico della Radiologia – al declino. Da ottobre abbiamo un mammografo fermo, due tac spirali (le più nuove, quelle di ultima generazione) e un angiografo rotti e mai sostituiti. Non c’erano soldi e i contratti non erano stati onorati. E questo inevitabilmente ha abbassato il livello di assistenza". "Sono state interrotte terapie tumorali – a parlare ora è un dottore di oncologia – perché le case farmaceutiche, mai pagate, hanno sospeso la distribuzione dei farmaci e abbiamo dovuto dirottare pazienti terminali in altre strutture". Gli sprechi di Padre Franco Decaminada, consigliere delegato dell’Idi fino allo scorso anno e ora indagato dalla procura di Roma per appropriazione indebita, erano sotto gli occhi di tutti.

"Più volte, raccogliendo le lamentele e i d

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