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Industria farmaceutica. Problema payback

Come è noto, il cosiddetto payback identifica la particolare procedura introdotta con l’art. 15 del DL n. 95/2012, per effetto della quale le aziende del comparto farmaceutico sono chiamate a ripianare parzialmente – in misura pari al 50% – l’eccedenza della spesa farmaceutica ospedaliera, allorché sia superato il suo tetto stabilito per legge.

Più precisamente, nel caso in cui venga accertato dall’Aifa uno sforamento della soglia, il comma 8, dell’art. 15 richiamato prevede che il ripiano sia effettuato dalle imprese mediante versamenti disposti direttamente a favore delle Regioni e delle Province autonome. Tali somme sono calcolate sui prezzi dei farmaci al lordo dell’Iva. Un meccanismo insomma piuttosto complicato e anche per certi versi perverso, che ha determinato anche diversi contenziosi fra Governo e industria farmaceutica che è costretta a coprire gli eccessi di vendita, a accusa anche degli eccessivi utilizzi che vengono fatti dei farmaci nella sanità pubblica.

E i conti, infatti, non tornano. Tra il payback 2013-2015 e il payback 2016 risultano non incassati 789 milioni di euro che di fatto rendono insostenibile l’equilibrio economico, con la conseguenza che molte regioni rischiano il piano di rientro, tenendo anche conto del fatto che molte aziende farmaceutiche, pur avendo pagato, hanno comunque fatto ricorso.

Sul fronte opposto, l’industria difende le sue ragioni. “Io so che le imprese del farmaco – spiega semopre il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi– hanno pagato un miliardo e mezzo tra tutti i payback. Non credo che sia colpa delle imprese se questi soldi non sono arrivati, perché noi li abbiamo pagati. Non è tutto quello che si aspettavano, ma perché probabilmente i numeri non erano corretti. Ci sono 880 milioni già pagati per il 2013-15 che restano nelle mani dello Stato. E ci sono altri 580 milioni di euro del 2016 già arrivati alle regioni e già ripartiti. Quindi non si può dire che le industrie non hanno pagato”.

Io credo che l’atteggiamento giusto delle imprese sia quello di pagare tutto il dovuto, ma non un centesimo in più. Insomma un miliardo e mezzo sono usciti dalle nostre casse. Ed è ora di parlare di sostenibilità anche per le industrie”.

La manovra del governo del cambiamento introduce finalmente dal 2019 una nuova disciplina per il monitoraggio del rispetto dei tetti di spesa farmaceutica per acquisti diretti, vale a dire la spesa farmaceutica ospedaliera, ed il corrispondente ripiano (payback) in caso di sfondamento da parte delle aziende farmaceutiche, con la finalità di superarne il meccanismo di determinazione calcolato sul budget assegnato alle medesime aziende (cd. budget company) con il più metodo – ritenuto “più appropriato” – delle quote di mercato di ciascuna azienda (commi 574-583).

Sperando che questo possa essere il primo passo per dirimere una questione per un comparto che sta diventando sempre più fondamentale per l’economia nostrana.

(estratto da Wall Street Italia – 17 gennaio 2019 di Vincenzo Caccioppoli)

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Redazione Fedaiisf

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