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Integratori. Paolo Pelini: Presentazione di un nuovo metodo analitico finalizzato alle piante officinali

Nell’era della globalizzazione acquista sempre più importanza il ruolo centrale nei vari settori, dalla farmaceutica al settore salutistico e cosmetologico, il Controllo di Qualità delle materie prime e dei prodotti derivati, portando alla necessità di figure professionali che svolgono un ruolo attivo nel controllo e della ricerca di nuove e sempre più avanzate tecniche di analisi e di valutazione, con una consapevolezza più profonda e marcata della differenza del metodo analitico e interpretativo da impiegare tra molecole di sintesi (molecola singola) e molecole naturali (fitocomplesso).

Durante il mio periodo di permanenza presso il Dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università degli Studi La Sapienza di Roma nel Laboratorio di Farmacognosia e Fitochimica diretto dal Professor Marcello Nicoletti, Professore Ordinario di Botanica Farmaceutica presso la Sapienza, ho partecipato direttamente ed in prima persona allo sviluppo di un progetto di Controllo di Qualità per materie prime e prodotti di origine vegetale, acquisendo una serie di conoscenze generali e specifiche riguardo all’adeguata utilizzazione della strumentazione, alla capacità di procedere in modo indipendente e di insegnare ad altri il metodo.

La materia prima vegetale e i prodotti da essa derivati richiedono infatti un approccio specifico, mentre spesso si tende ad applicare direttamente ad essi qualsiasi metodo analitico.

Scopo dello studio era verificare la identificazione e la qualità del materiale vegetale impiegato, in relazione a quanto riportato nell’etichetta, e alle tipologia delle materie prime presenti sul mercato. Per ottenere questo risultato nel caso di prodotti cosmetici di questo tipo è stato necessari procedere allo sviluppo di una appropriato metodologia analitica che avesse le seguenti caratteristiche:

  1. a) fosse adatta alle caratteristiche chimiche delle sostanze da analizzare, compresa la co-presenza di molte sostanze, come usuale in un estratto vegetale;
  2. b) di costo limitato e di facile esecuzione se eseguite da personale capace, in quanto non tutti possiedono specifiche ed approfondite conoscenze chimiche;
  3. c) di immediata comprensione a chiunque voglia appropriarsi dei risultati, essendo basata su diretta visualizzazione;
  4. d) evitare strumentazioni sofisticate e delicate;
  5. e) possibile trasferimento a strutture di produzione interessate;
  6. f) possibilità di procedere allo studio di numerosi campioni nella stessa analisi, di modo da poter ottenere confronti affidabili, in quanto l’analisi è condotta esattamente nelle stesse condizioni.

Questi punti fondamentali, che hanno portato allo sviluppo di un metodo originale ed alternativo, mancano o sono del tutto assenti alle attuali strutture che propongono il Controllo di Qualità, per cui le aziende si trovano di fronte a:

  1. a) costo elevato per ciascuna analisi;
  2. b) incomprensibilità delle procedure e dei risultati, per cui ci si deve affidare totalmente a quanto riportato dalla struttura analitica;

risultati che possono differire notevolmente tra laboratorio e laboratorio di analisi, per l’intervento di molti fattori, quali condizioni di operazione, strumentazione, personali, ecc..

                                           Paolo Pelini
Professione Erbochimico 

Consulenza e Ricerca Controllo Qualità e Valutazione Farmacognostica e Citotossicologica degli Estratti Vegetali di Piante Officinali, Microalghe e Gemmoderivati e Ricerche Microbiota Piante Officinali
Responsabile Scientifico: Centro di Controllo e Divulgazione Scientifica sulle Sostanze Naturali – CCDSN
Roma – Italia
Tel: 351/0461450

Ricevuto in Redazione 22 gennaio 2023

 

Redazione Fedaiisf

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