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ISF Filctem Milano. Il lavoro da remoto va regolamentato nel Contratto Nazionale

La Filctem di Milano, a seguito della riunione delle RSU ISF afferenti le aziende che insistono sul territorio milanese, avvenuta in call conference in data 9 giugno 2020, anche alla luce del documento prodotto dal coordinamento nazionale degli ISF Filctem del 4 giugno, intende offrire al dibattito nazionale un proprio contributo sul tema dell’informazione scientifica del farmaco successiva alla pandemia da Covid 19 che ha colpito anche il nostro Paese.

La diffusione del virus ha completamente stravolto gli schemi del mondo del lavoro fino qui conosciuti. Le regole imposte dalle autorità nazionali e locali per salvaguardare la salute di tutte le cittadine e i cittadini hanno imposto misure rigide e bloccato o limitato le occasioni di incontro personali.

Gli informatori scientifici del farmaco si sono trovati – loro malgrado – a non poter svolgere la propria attività quotidiana dovendo recepire le indicazioni nell’ordine di: Governo, Regioni, Comuni, Strutture sanitarie.

In piena emergenza, le Organizzazioni Sindacali, insieme alle Rsu, hanno acconsentito all’uso degli ammortizzatori sociali ordinari richiesti dalle Aziende, per far fronte all’effettiva fermata delle visite presso i presidi sanitari progressivamente in tutta Italia. In un contesto, peraltro, farraginoso, determinato dalle delibere regionali, spesso repentine e talvolta non così chiare.

Per salvaguardare l’aspetto salariale degli informatori, in alcune realtà specifiche, le delegazioni sindacali hanno ottenuto di inserire giornate pienamente lavorative definendo quale carattere prioritario il training on Line e le riunioni di aggiornamento da remoto. Accanto e in aggiunta a questo aspetto, alcune direzioni aziendali, hanno optato per descrivere la possibilità di informazione da remoto quale strumento per proseguire l’attività degli informatori nel contesto di emergenza Covid.

Ora, il tema che emerge prepotente e che delinea rischi piuttosto importanti per la professionalità degli informatori e per la qualità dell’informazione scientifica del farmaco è – se e quanto – sia accettabile lo strumento della telefonata, della videochiamata o della call in sostituzione dell’incontro de visu.

La Filctem di Milano, con queste debite premesse, insieme alle Rsu degli ISF, intende paventare alcuni rischi ed esprimere una posizione articolata sull’argomento.

L’informazione scientifica del farmaco è quella svolta di persona nelle strutture ospedaliere, presso i poliambulatori, a contatto diretto col medico.

Rimane quella la frontiera, oltre la quale, si rischia un progressivo depauperamento della professionalità dei lavoratori e su cui non può inserirsi l’equazione:

informazione da remoto = risparmio per le aziende.

L’utilizzo dell’informatica per svolgere l’attività è accettabile nella misura in cui sia l’unico modo oggettivo per garantire la sicurezza della salute del lavoratore e della lavoratrice, perché evita contatti a rischio. Questa è la sola circostanza che ha la priorità.

La progressiva riapertura agli informatori delle strutture sanitarie impone alle imprese di mettere a disposizione ogni dispositivo di sicurezza per ciascuno e di investire sul tema della sicurezza così come definito anche dalla Filctem Nazionale nella apposita riunione del 9 giugno pomeriggio.

La Filctem di Milano ritiene che l’informazione da remoto, nella cornice qui sopra descritta, vada regolamentata nella contrattazione nazionale di categoria alla stregua dell’utilizzo dello Smart working, definendo anche le modalità di gestione in termini causali, orario di lavoro, indennità economiche. Finché questa possibilità non si sarà concretizzata, auspichiamo che il coordinamento ISF unitario Filctem – Femca – Uiltec che, a nostro avviso dovrebbe costituirsi rapidamente, apra un tavolo con Farmindustria e Ministero per chiedere le opportune garanzie. Serve infatti un interesse da parte di tutti i soggetti in campo, comprese le Associazione dei medici.

Questa situazione potrebbe evidenziare il rischio che l’emergenza Covid si trasformi ben presto in un motivo sufficiente per generare – da parte delle imprese – un meccanismo teso al risparmio economico sulla pelle dei lavoratori, privilegiando, almeno per talune linee, l’informazione da remoto, e prevedendo esuberi nel settore.

A questa prospettiva, esprimiamo da subito tutta la nostra contrarietà e auspichiamo un dialogo fra le parti che consenta di disciplinare la materia privilegiando il valore dell’informazione scientifica di persona.

Questo anche per evitare almeno tre problemi impellenti che intendiamo sottolineare.

  1. Privacy. I medici, dovrebbero sottoscrivere un consenso diverso e circostanziato per l’informazione da remoto causando un diverso approccio alla professione.
  2. Tracciabilita. Il rischio che l’attività da remoto sia tracciabile, o comunque facilmente hackerabile violando le piattaforme di call conference è configurabile come sorveglianza del lavoratore.
  3. Medie visite. Le medie visite imposte dalle aziende sarebbero completamente stravolte con l’informazione da remoto, vista la velocità di collegamento, ma non terrebbero conto di una serie di fattori che riguardano l’attività medica, specialmente a carattere di urgenza, creando ulteriore aggravio per gli informatori.

Per tutto quanto condiviso in questo contributo, la Filctem di Milano, gli ISF delle aziende del territorio chiedono che vi sia una attenta valutazione sulla professionalità e sulla capacità dei lavoratori di portare a conoscenza della parte medica i prodotti, per i loro aspetti scientifici e non per mere ragioni di marketing, utilizzando quanto più possibile e in via prioritaria l’informazione de visu.

L’uso delle piattaforme da remoto – seppure in modo auspicabilmente limitato nella quantità e nell’orizzonte temporale, sia oggetto di intese fra le parti sindacali e datoriali su scala nazionale e non siano lasciate alla trattativa di secondo livello nelle singole aziende.

Viceversa, risulterebbe evidente come la forza sindacale della specifica realtà determinerebbe un risultato soddisfacente o del tutto deludente, mentre servono caratteri unici per tutti a garanzia di tutti coloro che operano nel settore. In attesa di una definizione ad hoc nel contratto nazionale in sede di rinnovo nel 2021.

Infine che vi sia una particolare attenzione sui tentativi di riorganizzazione complessiva dell’informazione scientifica, prevenendo, e limitando, per quanto più possibile, esuberi e riduzioni del personale conseguenti all’emergenza Covid o ai suoi riflessi.

Infine, la Filctem di Milano, insieme alle Rsu ISF ritiene utile offrire questo contributo alla discussione, partendo dal giudizio positivo e del tutto condivisibile sul documento sottoscritto dal coordinamento ISF Filctem nazionale riguardo a tutti i temi affrontati e sul coinvolgimento istituzionale proposto.

Redazione Fedaiisf

Promuovere la coesione e l’unione di tutti gli associati per consentire una visione univoca ed omogenea dei problemi professionali inerenti l’attività di informatori scientifici del farmaco.

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