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La caduta di ogni tutela del lavoratore

  Cari colleghi e amici è di questi giorni la notizia del ddl approvato dal Governo che aggira l’art 18 dello statuto dei lavoratori. In molti forse avranno appena sentito la notizia,ma moltissimi probabilmente neanche ne hanno compreso appieno la portata.
Eccone alcuni importanti passaggi:
·         Cade l’obbligatorietà del tentativo di conciliazione nelle controversie individuali di lavoro. Attualmente questo tentativo è condizione per procedere alla domanda giudiziale (articolo 410 del Cpc). Normativa subito in vigore.
 

·         Le parti contrattuali possono stabilire clausole compromissorie per demandare la soluzione delle controversie a un collegio arbitrale. Ciò deve essere previsto da contratti collettivi di lavoro . Normativa subito in vigore.
 
·         È inefficace l’impugnazione del licenziamento se entro i successivi 180 giorni il ricorso non è depositato nel tribunale o non è comunicato alla controparte il tentativo di conciliazione o arbitrato. Normativa subito in vigore.
 
·         E’ rafforzato il valore vincolante dell’accertamento effettuato in sede di certificazione dei contratti di lavoro.
Altri importanti modificazioni riguardano :
 
·         Certificati di malattia (articolo 25).
·         Certificazione del rapporto di lavoro e clausole generali (articolo 30)·         Conciliazione monocratica (articolo 38)
·         Orario di lavoro (articolo 7).
·         Permessi per l’assistenza a portatori di handicap (articolo 24). 
Senza voler effettuare una analisi impropria e rimandando ai più interessati la lettura dell’ABC  della riforma del lavoro presente sul Sole 24 ore on line,mi pare chiaro che il lavoratore veda in realtà aggirate ed eliminate molte tutele guadagnate nel tempo. E’ ora di svegliarsi,il teatrino fra Triplice,Governo e Confindustria è da tempo attivo per addormentare le coscienze dei lavoratori. Svegliamoci,altrimenti questi primi gravi passi sono l’anticamera dello sfruttamento a tutto tondo del lavoratore.
Non è solo un problema di un settore o di un altro è un problema di tutti. Facciamo sentire la nostra voce o il nostro dissenso altrimenti assisteremo ad una carneficina silenziosa che ci colpirà tutti.
 
Riflettiamo sul nostro futuro e su quello dei nostri figli
 
Umberto Alderisi
 
05.03.2010

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