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La motivazione dell’isf

Cari colleghi, vorrei oggi focalizzare la nostra attenzione su di un aspetto importantissimo per ogni lavoratore ma fondamentale per l’informatore scientifico del farmaco. Mi riferisco ad una caratteristica portante per ogni attività che è la motivazione.
In internet, grande fonte di spunti e letture ho trovato una definizione della stessa molto interessante.
“La motivazione al lavoro può essere definita come la spinta interiore che porta l’individuo ad applicarsi con impegno nel lavoro. Può essere definito come una sorta di forza interna che stimola, regola e sostiene le principali azioni compiuti dalla persona e può essere descritto in modo ciclico: dall’origine del bisogno, avvertito come una tensione interiore, l’individuo ricerca in mezzi per poterlo soddisfare; quando il soggetto riesce a soddisfare il proprio bisogno rivaluta la situazione e verifica la presenza di nuovi ed ulteriori bisogni. Essa è intrinseca all’individuo e non può essere indotta dall’esterno. Mediante interventi esterni si riesce a sollecitarla o, al più, ad alimentarla.” “La teoria dei bisogni di Maslow sostiene che il comportamento della persona, anche sul lavoro, tende alla soddisfazione di bisogni ordinati secondo una precisa gerarchia, che egli ha indicato all’interno di una piramide. Partendo dal basso si distinguono le seguenti categorie di bisogni umani:
bisogni fisiologici, legati alla sopravvivenza immediata (respirare, bere, mangiare, riposare, muoversi);
bisogni di sicurezza, fisica ed emotiva, relativi alla sopravvivenza a lungo termine (libertà da pericoli, minacce e privazioni provocati da danni fisici, difficoltà economiche, malattia);
bisogno di amore e di appartenenza, cioè identificazione con il gruppo o l’azienda, e di un ambiente socievole e gradevole (relazioni affettive, accettazione da parte dei pari, riconoscimento come membro del gruppo, stare insieme);
bisogno di stima e autostima (riconoscimento da parte degli altri e rispetto di sé);
bisogno di autorealizzazione.
Il comportamento dell’individuo è finalizzato ad appagare prima i bisogni di livello inferiore, la cui soddisfazione cessa di renderli motivanti e che fa emergere i bisogni gerarchicamente superiori.”
Non voglio dilungarmi eccessivamente con altre definizioni, ma trovo che l’attuale mondo farmaceutico sia lontanissimo da queste applicazioni pratiche della motivazione. Ogni giorno, quasi che le stesse aziende volessero fare autogol ,l’isf è sottoposto a mille problemi che di fatto agiscono negativamente sulla sua motivazione. Primo di tutti è l’aspetto economico ed il timore del futuro sia esso lavorativo che personale. Poi il brusco calo del senso di appartenenza (vedi i continui licenziamenti, stati di crisi, etc) non fanno che diminuire la motivazione della nostra categoria.
Eppure i grandi “soloni” del marketing vorrebbero sempre di più ,non accorgendosi che proprio il loro modo di fare è quello che demotiva i lavoratori e gli isf.
Apriamo gli occhi, cari colleghi e stiamo in campana .
Umberto Alderisi
15.05.2010

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