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La Spezia. Prescrizioni-fasulle di medicine: un milione di danni all’Asl

I giudici presentano il conto ai dottori e…. agli eredi. La Corte dei Conti adombra anche i possibili vantaggi economici ottenuti nell’ambito dele relazioni con gli informatori farmaceutici.

Spezia, 5 febbraio 2015 – A 15 anni dalla scoperta dell’intrigo delle prescrizioni-truffa di farmaci, mentre la giustizia penale è evaporata tra prescrizioni e assoluzioni, arriva la ’certificazione’ – da parte della prima sezione centrale della Corte dei conti – della tenuta dell’accusa prospettata dalla Guardia di Finanza in ordine al danno erariale patito dall’Asl: circa un milione di euro per effetto di rivalutazioni e interessi. Il ’sigillo’ dell’inchiesta ha la forma della sentenza di condanna al risarcimento nei confronti di due farmacisti, di un medico e, notizia nella notizia, degli eredi di un altro medico, nel frattempo defunto, chiamati a rispondere, sul piano economico, del danno a lui contestato, anche se non ebbero ruoli nella vicenda ma, ritengono i giudici, si riflessero anche su di loro i benefici maturati fraudolentemente dal congiunto.

I giudici, per motivare la decisione quanto meno inusuale, fanno appello alla logica: “Non è dato comprendere perché mai un medico avrebbe dovuto falsificare un enorme numero di ricette, rischiando gravissime conseguenze sul piano penale, nonché su quello professionale e amministrativo-contabile, se non ne fosse derivato un suo personale, e illecito, tornaconto. Principalmente l’ottenimento di enormi quantità di confezioni di farmaci di notevole costo, non destinati agli ignari intestatari delle ricette…”. Ma poi la Corte adombra anche i possibili vantaggi economici ottenuti nell’ambito relazioni con gli informatori farmaceutici.

Corrado Ricci – LA NAZIONE LA SPEZIA

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MALASANITA’ [da QN.it]

Ricette false: medici e farmacisti nei guai

Dodici tra medici, farmacisti ed informatori scientifici della provincia della Spezia sono stati denunciati dalla Guardia di Finanza per un truffa da un milione e mezzo di euro alla locale Asl

LA SPEZIA, 10 MAGGIO 2002 – Dodici tra medici, farmacisti ed informatori scientifici della provincia della Spezia sono stati denunciati dalla Guardia di Finanza per un truffa da un milione e mezzo di euro alla locale Asl attraverso ricette false. I dodici sono stati denunciati per associazione a delinquere, truffa e falso. Le indagini sono partite su segnalazione della procura regionale della corte dei conti di Genova, che aveva rilevato che la spesa farmaceutica nella provincia spezzina era di gran lunga superiore alla media regionale. I finanzieri hanno così passato al setaccio oltre un milione di ricette, scoprendo una complessa frode. I medici prescrivevano farmaci costosi a pazienti ignari, con basso reddito e quindi esenti dal pagamento del ticket e affetti da gravi malattie. In qualche caso si trattava di persone già morte prima della data della prescrizione. Durante una perquisizione domiciliare in casa di un medico coinvolto nella truffa sono state trovate 600 confezioni di costosi medicina dispensati dal servizio sanitario nazionale

La magistratura contabile ha già sequestrato agli indagati, a titolo cautelativo, beni immobili e conti correnti bancari per l’importo corrispondente al danno causato all’ Erario. Le indagini del Nucleo di Polizia Tributaria, comandati dal magg. Giuseppe Grimaldi, erano partite a metà del 2000. Di alcuni dei dodici denunciati il pm della Spezia dott.ssa Dani, ha già chiesto il rinvio a giudizio. Le indagini della Gdf proseguono per identificare altri medici e farmacisti coinvolti nella truffa.

Le ricette false venivano firmate soprattutto per due motivi: consentire ai farmacisti di eliminare scorte di medicinali invenduti ed evitare il pagamento del ticket a pazienti che, per il loro reddito, non godevano dell’esenzione. L’ attenzione dei finanzieri, che hanno compiuto certosini accertamenti su oltre un milione di ricette vergate spesso con la tipica calligrafia quasi non intellegibile da medico, si è focalizzata soprattutto su uno studio medico della Spezia, il cui titolare aveva convinto anche i suoi sostituti a questa gestione delle ricette

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Redazione Fedaiisf

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