La tassa sulle auto aziendali cambia nome e tempi: “rimodulazione di un sussidio”. Verrà tolta la retroattività, varrà solo per le nuove immatricolazioni, e slitterà di qualche mese

La tassa sulle auto aziendali cambia nome e tempi: “rimodulazione di un sussidio”. Verrà tolta la retroattività, varrà solo per le nuove immatricolazioni,  e slitterà di qualche mese

Manovra, in arrivo modifiche per la tassa sulle auto aziendali: come cambia la misura

“Siamo al lavoro per migliorare la norma sulle auto aziendali. L’obiettivo è salvaguardare l’incentivo di rinnovare il parco auto concesse in benefit ai dipendenti delle aziende, evitando però di agire indistintamente alle emissioni inquinanti”, ha affermato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, introducendo le modifiche in arrivo per una delle misure più controverse della manovra

Fanpage – 13 novembre 2019

Nuovi cambiamenti in arrivo per la tassa sulle auto aziendali, una delle misure contenute nella manovra che ha scatenato più polemiche. Ad annunciare le modifiche è stato lo stesso ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che ha affermato: “Siamo al lavoro per migliorare la norma sulle auto aziendali. L’obiettivo è salvaguardare l’incentivo di rinnovare il parco auto concesse in benefit ai dipendenti delle aziende, evitando però di agire indistintamente alle emissioni inquinanti”.

In altre parole, non si vuole andare a colpire chi possiede vetture più inquinanti, ma piuttosto si cerca di spingere le imprese che dispongono di auto aziendali verso scelte più green. La normativa sarà perciò rivista in modo da “garantire che le modalità e i tempi siano compatibili con i settori dell’automotive che stanno puntando sull’ibrido e l’elettrico”. La misura, ha aggiunto Gualtieri, non sarà “una nuova tassa”: il ministro ha preferito definire il provvedimento la “rimodulazione di un sussidio”, spiegando che i veicoli coinvolti saranno 300mila

La tassa sulle auto aziendali potrebbe slittare di qualche mese, proprio per consentire le modifiche: inizialmente la misura sarebbe dovuta scattare a gennaio 2020. Questa dovrebbe partire solo per le auto di nuova immatricolazione, eliminando in questo modo il punto della retroattività per le vetture più inquinanti.

Qualche giorno fa, anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, era intervenuto sulla questione delle auto aziendali, in un più ampio ragionamento sulla manovra. Conte aveva preannunciato un alleggerimento delle tasse sulle auto aziendali e sulla plastica per andare incontro alle richieste di Italia Viva: “Il governo, in particolare il Mef, sta lavorando di suo per anticipare queste obiezioni e rendere ancora più sostenibili questi due interventi”, ha affermato Conte, spiegando come si stesse “valutando con la Ragioneria dello Stato risparmi da altre voci sovrastimate”.

Su altre modifiche alla manovra, il presidente del Consiglio ha anche affermato che queste arriveranno in Parlamento che è sovrano e se emergeranno suggerimenti utili per migliorarle, il governo li valuterà con la massima apertura. Ma l’ impianto e i contenuti essenziali non possono essere rimessi in discussione: significherebbe stravolgere la manovra. Questa settimana incontrerò i capi delegazione delle quattro forze politiche di maggioranza e i loro capigruppo nelle commissioni parlamentari interessate per accompagnare il percorso di approvazione all’insegna dell’omogeneità”.


Nota: Il ministro ha ribadito che l’obiettivo resta quello di “spingere le aziende a dotarsi di auto non inquinanti”. Che poi queste siano più o meno adatte alle esigenze di lavoro di molti utilizzatori, resta un dettaglio. In ogni caso sono smentiti i proclami trionfanti di qualcuno che sosteneva che, per merito suo, veniva abolita la tassa o meglio, come si chiama adesso, il sussidio. Sempre che sia approvato dai due rami del Parlamento

 

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