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Lavoro: dal sogno all’incubo. Il caso della Sigma-Tau di Pomezia

Le lavoratrici e i lavoratori della Sigma Tau di Pomezia continuano a protestare dopo che il colosso farmaceutico ha aperto la procedura di Cassa Integrazione Straordinaria a zero ore per 569 dipendenti. Ecco come il sogno dello sviluppo sfrenato può trasformarsi nel peggiore degli incubi.

di Sara R. Djelveh – 25 Gennaio 2012

Continua la protesta dei lavoratori e delle lavoratrici del colosso farmaceutico di Pomezia (Roma) dopo che l’azienda ha aperto la procedura di Cassa Integrazione Straordinaria a zero ore per 569 dipendenti, così come non cambia l’atteggiamento della dirigenza della Sigma Tau che per ora rimane ben salda sulle sue posizioni.

Al momento le lettere arrivate a destinatario sono poco meno di 400 e si attendono ancora i risultati dell’incontro in Prefettura convocato ieri per motivi di ordine pubblico, in seguito alle proteste scoppiate nei pressi dello stabilimento di Pomezia, ma finora sono serviti a poco i vari tavoli convocati a livello istituzionale, se non a posticipare una situazione che è poi rapidamente degenerata.

A gennaio, la Regione Lazio si era infatti trovata costretta a firmare un verbale di mancato accordo tra le parti: secondo Pina Magni, lavoratrice Sigma Tau e responsabile della RSU-CGIL, “prendendo atto dell’impossibilità di raggiungere un accordo” la Regione si è di fatto “piegata alla volontà aziendale”, “subito dopo”, continua, “sono iniziate ad arrivare le prime lettere di Cassa Integrazione Straordinaria a zero ore”.

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