LETTERE ALLA REDAZIONE. Uscire dal letargo si, ma… (risposta al collega Bufalino)

LETTERE ALLA REDAZIONE. Uscire dal letargo si, ma… (risposta al collega Bufalino)

 

Uscire dal letargo si, ma… (risposta al collega Bufalino)

L’espressione uscire dal letargo è banale quanto mai inappropriata per un ISF. L’ISF non può permettersi di andare in letargo, pena la sua morte.

Penso sia più appropriato dire “prendiamoci la nostra dignità”, il “rispetto e la tutela del nostro lavoro”. Si badi bene, non ho detto “riprendiamoci” perché in tanti anni d’impegno associativo, con tanti Colleghi con la “C” maiuscola, ho/abbiamo lottato affinché il concetto di categoria/unità si divulgasse con la stessa violenza di una potente epidemia. Purtroppo ciò si è verificato in rari casi perché molte aziende sono riuscite a debellarla con potenti farmaci (col sistema del bastone e della carota: vedi minacce di licenziamento, mobbing, ecc. o vedi premi, favori personali e tanto altro ancora…), che abbiamo dovuto subire passivamente come p.e., “non iscrivetevi o non rivolgetevi ai sindacati perché non serve, lasciate perdere le associazioni di categoria perché sono costituite da colleghi scansafatiche”, inutile rivolgersi ad un avvocato perché tanto è un incapace e via dicendo…

Ora, sentir dire che FEDERAISF non fa niente, suona nella stessa misura delle storiche futili critiche che di tanto in tanto emergono da parte di colleghi, con la (c) minuscola che si svegliano d’improvviso, magari in difficoltà perché l’azienda ha attivato la mobilità o pensa di farlo. Di solito, e penso di non sbagliarmi, queste critiche vengono mosse da parte di chi ha da sempre sposato il concetto, per trovare una scusa plausibile che, "la miglior difesa è l’attacco", un po’ come fanno in queste ultime ore alcune associazioni di consumatori che, in virtù del fatto che si ergono a paladini della difesa dei diritti dei cittadini/consumatori, attaccano ciecamente tutte le istituzioni, senza aver minimamente consapevolezza del sistema e delle sue problematiche, il tutto per acquisire più adesioni ai loro movimenti.

Questi colleghi con la (c) minuscola, purtroppo sono le vere vittime proprio perché, da sempre, hanno accettato e sostenuto le mielose favolette raccontate dai propri datori di lavoro che giustamente nel loro interesse, avevano e hanno ragione di sostenere. Basti pensare a quanto fatto per giungere al riconoscimento della professione degli ISF e la necessità di istituire un Albo degli ISF e di quanti ostacoli e boicottaggi messi subdolamente in atto per evitare di promulgare una legge in merito. Questi "c"olleghi non vedono, o non vogliono vedere, l’impegno profuso per le due manifestazioni a Roma, non vedono le innumerevoli cause, con impegno di risorse enormi per noi, effettuate a mass media per diffamazione nei nostri confronti, proprio per difendere l’ISF, non vedono le numerose interrogazioni parlamentari che la Federazione ora, e le Associazioni prima, hanno promosso attraverso parlamentari “amici”, non sanno che negli ultimi cin

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