L’Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro

L’Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro

L’intelligenza Artificiale (IA) è una grande opportunità per le aziende farmaceutiche. Gli ultimi progressi nella ricerca vedono l’IA protagonista di scoperte di farmaci, di sviluppo di biomarcatori e della ricerca sull’invecchiamento.

Insilico Medicine Inc. ha conseguito un primato mondiale progettando, sintetizzando e validando con successo un nuovo farmaco end-to-end da zero e impiegando solo 46 giorni per farlo, grazie all’utilizzo per la prima volta dell’Intelligenza Artificiale: il che è 15 volte inferiore rispetto a ciò che in genere richiede, anche per le migliori aziende farmaceutiche.

Quello che vogliamo valutare in questa sede però è l’Intelligenza artificiale e il mondo del lavoro. L’obiettivo, per i prossimi e non lontanissimi anni, si potrebbe riassumere in una formula: “collaborazione sì, prevaricazione no”. Per i lavoratori si profila uno scenario pieno di incognite e rischi. Il processo decisionale automatizzato da algoritmi farà sempre più parte della nostra vita.

Si può dire che il cammino imposto dalla intelligenza artificiale in questi ultimi anni ha scardinato le logiche tradizionali del sapere e conseguentemente del modo di fare impresa: riduzione dei costi strutturali con eliminazione delle parti improduttive; ridimensionamenti del personale; ridistribuzione delle figure apicali e dei quadri intermedi nell’organizzazione aziendale; investimenti massicci sulla sicurezza e tecnologia; riqualificazione e nuova formazione del personale; ridisegnare nuovi modelli contrattuali con la variabile dominante legata al risultato finanziario piuttosto che alla funzione; valenza alle politiche commerciali e di marketing.

I lavoratori dovranno capire come funzionano gli algoritmi adottati dalle aziende e come vengono prese le decisioni automatizzate, per avere la possibilità di contestarle in caso di decisioni sbagliate o parziali”. Stando alla ricerca dell’ European trade union institute (Etui) in questo caso l’accesso al codice o la trasparenza degli algoritmi non sarà solo l’aspetto più importante da rivendicare: “Ciò che serve è il diritto di intervenire e agire se il codice prende una decisione dannosa per un individuo”.

Nel mondo del lavoro – ammonisce l’Etui – “le preoccupazioni sono ovvie e si riferiscono a come il lavoro può cambiare o addirittura scomparire se sostituito da un sistema di IA. Anche quando queste situazioni estreme siano evitate, lavorare in un ambiente in cui sono presenti sistemi di IA aumenta il rischio di uso improprio o abuso, in particolare nei casi di monitoraggio e sorveglianza sul posto di lavoro o in pratiche discriminatorie come il punteggio o il profiling. In questo caso, la gestione dei dati è fondamentale e la distinzione tra dati personali e non personali è essenziale.

I lavoratori devono sapere come vengono raccolti, conservati, trattati, diffusi ed eventualmente venduti i loro dati personali e come possono essere utilizzati (potenzialmente contro di loro) i dati relativi al loro comportamento sul lavoro. In altre parole, i lavoratori e gli individui che lavorano in ecosistemi complessi devono diventare ‘attenti alla privacy’. Ciò dovrebbe essere garantito da contratti collettivi che in alcuni casi stanno già iniziando ad adattarsi ai cambiamenti digitali. In futuro questi accordi dovrebbero includere clausole relative alla sorveglianza, alla geolocalizzazione dei profili comportamentali, alla verifica umana dei processi che utilizzano l’IA”.

Quanto al “processo decisionale algoritmico”, fenomeno che riguarda già il presente di milioni di lavoratori dalla logistica ai servizi, “la preoccupazione è che gli algoritmi saranno sempre più integrati nei processi decisionali, senza alcun intervento umano. In questo tipo di contesto, i lavoratori devono essere in grado di comprendere come è stata presa una decisione automatizzata e, in caso di decisioni parziali o dannose, devono essere in grado di contestarle.

Per gli ISF il rischio è di creare ISF robot, attentamente controllati, geolocalizzati, istruiti su cosa dire e con una organizzazione di lavoro precisamente programmata.

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