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Lorenzin incontra i sindacati medici, giro di vite sugli esami ‘inutili’. Da denti a colesterolo, 208 esami sotto la lente. Sanzioni ai medici

Sono 208 le prestazioni a rischio inappropriatezza, comprese nell’elenco che il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha consegnato ai sindacati medici nel corso dell’incontro del pomeriggio del 22 settembre. Ministero allunga lista prestazioni a rischio inappropriatezza

martedì 22 settembre 2015 – Regioni.it

(ANSA) – ROMA, 22 SET – Dall’estrazione e ricostruzione dei denti alla radiologia diagnostica comprendente risonanze e tomografie, dalle prestazioni di laboratorio come l’esame del colesterolo alla medicina nucleare e gli esami di genetica: sono 208 le prestazioni e gli esami che finiscono sotto ‘stretta osservazione’ con il provvedimento in preparazione al ministero della Salute e che si tradurrà in un decreto volto a garantire l’appropriatezza delle prestazioni sanitarie, al fine di evitare esami e viste inutili che costano ogni anno al Servizio sanitario nazionale circa 13 mld di euro.

Il documento provvisorio, consegnato oggi ai sindacati medici dal ministro Beatrice Lorenzin in occasione di una riunione tecnica al dicastero, ‘infoltisce’ dunque la lista degli esami ‘sorvegliati speciali’ rispetto alla prima bozza resa nota dai sindacati prima della pausa estiva e che indicava 180 prestazioni. Il documento precisa dunque, accanto ad ogni prestazione citata, le ‘condizioni di erogabilità’, ovvero i criteri in base ai quali il medico può prescrivere al paziente quella determinata prestazione a carico del Servizio sanitario nazionale.

Per quanto riguarda ad esempio le condizioni di erogabilità delle prestazioni odontoiatriche, potranno usufruirne gratuitamente – oltre ai già previsti interventi legati alla prevenzione – i bambini da 0 a 14 anni in condizioni di ”vulnerabilità sanitaria” (ovvero, si specifica nel documento, ”condizioni di tipo sanitario che rendono indispensabili o necessarie le cure odontoiatriche”) o di ”vulnerabilità sociale” (ovvero ”condizioni di svantaggio sociale ed economico che impediscono l’accesso alle cure odontoiatriche a pagamento per gli elevati costi presenti nelle strutture private”). Anche per l’erogazione delle dentiere sono previsti gli stessi criteri. E’ comunque garantita a tutti i cittadini il trattamento delle urgenze odontostomatologiche.

Rispetto invece a prestazioni come le risonanze magnetiche, è previsto che siano ”erogabili” in particolari condizioni legate ad esempio a patologie oncologiche o traumatiche. Lungo pure l’elenco delle prestazioni di laboratorio. Tra gli esami ‘sotto monitoraggio’, ad esempio, quello del colesterolo totale: le condizioni di erogabilità prevedono che sia ”da eseguire come screening in tutti i soggetti di età superiore a 40 anni e nei soggetti con fattori di rischio cardiovascolare o familiarità per dislipidemia o eventi cardiovascolari precoci.
In assenza di valori elevati, modifiche dello stile di vita o interventi terapeutici – si precisa – l’esame è da ripete a distanza di 5 anni”.

(ANSA).

Meno soldi in busta paga per i medici che prescrivono trattamenti inutili. Ma a pagare è il malato – Sarà un decreto a individuare, entro 30 giorni, le “condizioni di erogabilità” e le indicazioni per la prescrizione delle prestazioni specialistiche ambulatoriali “ad alto rischio di inappropriatezza“. Il medico, quando fa la ricetta, dovrà riportare l’indicazione della condizione di erogabilità. Le visite e i trattamenti che esulano da quei paletti saranno a totale carico dell’assistito. Ma a farne le spese – non per niente la categoria è già sul piede di guerra – sarà anche il dottore: se risulterà che ha prescritto una prestazione senza che fosse necessario, l’Asl o l’azienda ospedaliera gliene chiederanno conto e potranno applicargli “una riduzione del trattamento economico accessorio”, cioè della parte variabile della busta paga. se si tratta di un dipendente, o “degli incentivi legati al raggiungimento degli obiettivi di qualificazione e appropriatezza” se è un medico convenzionato. Le Regioni dovranno poi ridefinire i tetti di spesa dei privati accreditati per fornire visite ambulatoriali assicurando un abbattimento medio dell’1% del valore dei contratti. Il risparmio previsto, nel complesso, è di 106 milioni. [da Il Fatto Quotidiano del 29/04/2015 di F.Q. ]

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Dm appropriatezza, Lorenzin: «Nessuna caccia al medico ma in Italia l’eccesso di prestazioni costa 13 mld»

Dopo le polemiche di ieri, la ministra della Salute Beatrice Lorenzin getta acqua sul fuoco scatenato dal Decreto ministeriale sull’appropriatezza prescrittiva presentato ieri ai sindacati medici, tentando di tranquillizzare i camici bianchi sul nodo delle sanzioni. «Non c’è una caccia al medico – spiega- tutt’altro. Gli diamo gli strumenti per agire in modo più sereno. Le sanzioni amministrative sul salario accessorio scatteranno dopo un eccesso reiterato di prescrizioni inappropriate e solo dopo un contraddittorio con il medico che dovrà giustificare scientificamente le sue scelte. Se non lo farà, solo allora scatterà la sanzione».

Beatrice Lorenzin Decreto ministeriale sull’appropriatezza prescrittiva La ministra ha garantito che nel mirino non ci saranno prestazioni essenziali per i pazienti. «Non è che sono stati tagliati la Risonanza magnetica o la Tac. Andiamoci piano – prosegue Lorenzin, riferendosi alla lista di 208 prestazioni interessate dal giro di vite – Si vuole avere un’appropriatezza della prescrizione diagnostica: ovvero che le persone siano indirizzate a fare le diagnosi che servono e non quelle che non servono. In Italia l’eccesso di prestazioni costa allo Stato 13 miliardi di euro l’anno, soldi che potrebbero essere invece ridistribuiti nel Ssn per garantire un accesso migliore, ad esempio, alla diagnostica oncologica».

«Ci sono dei protocolli che definiscono come e quando fare le prestazioni diagnostiche – ricorda il ministro – Sono definiti dalle società scientifiche e rivisti insieme al Consiglio superiore di sanità in base alle buone prassi. Per questo abbiamo avuto un confronto con i sindacati. Dopo, il medico che prende in carico il paziente può anche decidere di derogare quando ritiene necessario e fare più analisi, ma deve motivarlo». «Quello che si va a sanzionare – sottolinea la ministra – non è la normalità di una ricerca diagnostica quando si ha un sospetto di una malattia, ma le prestazioni inutili che spesso è diventata purtroppo la normalità in Italia. Non chiediamo di ridurre le prestazioni necessarie, ma vogliamo garantire alle persone di avere accesso a un loro diritto e avere le risorse da investire sulla diagnostica necessaria».

Le News del Sole 24Ore – 23/09/2015

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