Medici scettici se i trial sono sponsorizzati dalle industrie

Medici scettici se i trial sono sponsorizzati dalle industrie

Medici scettici  se i trial sono sponsorizzati dalle industrie

fonte: Pharmastar.it  –  24 settembre 2012


I medici ritengono meno credibili gli studi clinici pubblicati, se pensano siano stati finanziati dall’industria farmaceutica. Lo evidenzia un nuovo studio americano coordinato dall’Università di Harvard, appena pubblicato sul New England Journal of Medicine.

Nell’articolo, gli autori scrivono che  "il rigore metodologico di un trial, e non la fonte del suo finanziamento, dovrebbe essere il fattore più importante nel determinarne la credibilità". Invece, i risultati dell’indagine mostrano che i medici tendono a perdere la fiducia in uno studio quando sanno che è stato sponsorizzato da un’azienda farmaceutica e sono meno propensi a prescrivere farmaci sperimentati in studi finanziati dall’industria.

Per il loro studio, i ricercatori hanno sviluppato alcuni scenari ipotetici per la valutazione di tre nuovi farmaci immaginari per il trattamento di comuni problemi di salute. Poiché i medici, quando leggono la letteratura, spesso si limitano solo agli abstract, gli hanno creato alcuni abstract che descrivevano altrettanti studi, nei quali variava il prodotto testato, il rigore metodologico del trial – alto, medio o basso – e la fonte di finanziamento, che poteva essere non specificata, attribuita ai National Institutes of Health (NIH) o a un’azienda farmaceutica.

Ai partecipanti (269 internisti su 503 invitati a prendere parte all’indagine) è stato detto che il farmaco ipotetico era da poco stato approvato dalla Food and Drug Administration, era rimborsato dalle assicurazioni, che l’abstract proveniva da una rivista biomedica ad "alto impatto" e il lavoro era scritto da clinici operanti in note università degli Stati Uniti.

Nel complesso, i partecipanti allo studio sono stati in grado di discriminare tra gli studi di bassa, media e alta qualità e sono apparsi riluttanti a prescrivere farmaci che erano stati sperimentati in studi poco rigorosi dal punto di vista metodologico. Tuttavia, scrivono ricercatori, "a prescindere dal disegno dello studio, i medici erano meno propensi a ritenere di qualità elevata un trial dichiaratamente sponsorizzato da un’azienda società farmaceutica che non uno in cui era dichiarata la fonte di finanziamento".

Infatti, è emerso che i medici avevano una probabilità del 37 % inferiore di pensare di prescrivere un farmaco se sapevano che lo studio era stato finanziato dall’industria  se è non era riportata alcuna informazione sull’origine dei fondi e del 48% inferiore  quando lo sponsor era un’azienda piuttosto che gli NIH. Ma non solo. Rispetto agli studi finanziati dagli NIH, era anche molto meno probabile che gli intervistatidescrivessero come "importanti" i lavori sponsorizzati dalle industrie.

Nella discussione, gli autori osservano che a spiegare i loro risultati possono contribuire alcune “controversie ampiamente pubblicizzate" relative alla ricerca finanziata dalle industrie. Ad esempio, scrivono, "sono usciti articoli su trial pubblicati nei quali non erano stati riportati dati critici o che avevano riportato solo risultati positivi, omettendo quelli negativi. Altre preoccupazioni derivano da segnalazioni di articoli finanziati dalle industrie scritti da ghostwriter, e non dai firmatari, o pubblicati principalmente come strumenti di marketi

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