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Partite Iva Tasse minime, ma la burocrazia resta massima

Le opinioni di Acta e Colap dopo la promessa riduzione delle imposte. Piacciono il ritorno del tetto a 30 mila euro e le agevolazioni a favore dei giovani. La morsa tributaria però continua

DI ISIDORO TROVATO – Corriere Economia

La fiscalità per i giovani professionisti torna al centro del dibattito politico. Il recente annuncio di una revisione del regime dei minimi (che tanto era stato criticato nella sua prima versione) riapre una finestra di dialogo con il popolo della partite Iva che si era sentito discriminato. Che l’aria sia cambiata lo dimostra anche una recente affermazione del viceministro dell’Economia e delle Finanze Luigi Gaserò: «bisogna incominciare a dire che i professionisti rappresentano uno dei punti di forza del Paese, mentre per troppi anni si è detto che erano un peso». Una considerazione supportata, concretamente, dalle novità normative in vista: «nella Legge di Stabilità—aggiunge il viceministro — si pensa si reintrodurre l’aliquota al 5% per i primi 5 anni di attività e poi al 15%, ristabilendo per la categoria dei professionisti la soglia dei 30 mila euro, senza stavolta alcun limite di età».

La proposta

A beneficiare di questa misura, secondo il Dipartimento Finanze del ministero dell’Economia sarebbero quasi 1 milione e 800 mila lavoratori che sulle dichiarazioni del 2014 hanno riportato un volume d’affari sotto i 30 mila euro. In questo modo «il regime fiscale diventa di nuovo accessibile per i liberi professionisti — sostiene il sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti — e si riproduce per le nuove attività la stessa convenienza che dava il vecchio regime». Correzioni e cambi di rotta che riguardano tutta l’area fiscale del lavoro autonomo. «Più la dimensione di un’attività commerciale è ridotta, più aumenta l’insostenibilità dei costi diretti e indiretti degli adempimenti burocratici — fa notare il sottosegretario —. È proprio pensando a queste imprese, come a tutti i privati cittadini, che stiamo lavorando per raggiungere l’obiettivo di creare un vero e proprio Tax Day unico»

Le reazioni

I primi commenti del mondo professionale e delle partite Iva non sono tardate ad arrivare. Tra scetticismo e sollievo. «L’annunciata riformulazione del regime dei minimi è una delle proposte contenute nella nostra road map — spiega la presidente del Colap Emiliana Alessandrucci [nella foto a sinistra] —. Speriamo che sia davvero questa la formulazione che troveremo nella legge, non vorremmo scherzetti dell’ultimo minuto come l’anno scorso dove si prese una bella cantonata con il regime proposto. Il governo discuta con gli interessati, possiamo insieme costruire una proposta sostenibile e davvero incentivante per i professionisti. Vogliamo contribuire alla ripresa del paese anche pagando le tasse ma è necessario renderle giuste, eque e sostenibili». E sul tema il fronte delle richieste è molto ampio. «La stabilità ha dei compiti importanti per incoraggiare la ripresa del nostro Paese — continua Alessandrucci —. Per questo non si possono lasciare fuori i professionisti; è necessaria la revisione del regime dei minimi, ma il settore necessita di altri provvedimenti, non solo fiscali. Dobbiamo agire sulla semplificazione, sulla competitività, sulla maggiore apertura del mercato». Sulla probabile modifica del regime de minimi è un po’ più critica la posizione di Acta (Associazione consulenti terziario avanzato): «Si tratta di una buona pezza ma si tratta pur sempre di una toppa — osserva Anna Soru, presidente di Acta —. La correzione è sicuramente positiva: è giusto togliere il limite d’età perché il lavoro autonomo non ha regole fisse legate alle fasce d’età. Ma si tratta pur sempre di un provvedimento che rinvia la soluzione del problema, non vengono affrontati i nodi strutturali del lavoro autonomo e restano aperte le questioni più profonde». Il riferimento è rivolto all’equiparazione tra lavoro autonomo e lavoro dipendente. «Certo — conferma Som —. Da tempo ci appelliamo a questa parità: per chi ha reddito basso chiediamo una no tax area che attualmente è fissata a 4.800 euro e invece dovrebbe essere portata ad almeno 8 mila euro. Inoltre sarebbe giusto introdurre il bonus da 80 euro anche ai lavoratori a partita Iva».

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Redazione Fedaisf

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