PERCHE’ LA MALASANITA’ INTERESSA PIU’ DELLA BUONA SANITA’

PERCHE’ LA MALASANITA’ INTERESSA PIU’ DELLA BUONA SANITA’

Risponde Mattias Mainiero.

Non capisco perché sui giornali e in televisione si parli solo e unicamente di malasanità, quando tutti sappiamo che in Italia esistono anche strutture e medici di eccellenza che tutto il mondo ci invidia. Io potrei raccontare decine di episodi positivi, uno dei quali vissuto in prima persona in un ospedale romano dove sono stata ricoverata recentemente. Invece, leggo e ascolto solo storie di garze dimenticate nell’addome dei pazienti, vittime di banali operazioni, ospedali fatiscenti, medici distratti o impreparati. E la buona sanità non fa notizia. Perché non ne parlate mai? Chiara Allegri, Roma.

Certo che esistono casi di eccellenza. Il guaio, però, è che esiste anche altro, ed è di questo che bisogna parlare nella speranza che le cose migliorino. Le racconto una storia personale, non perché mi piaccia far conoscere i miei fatti, ma perché credo possa essere utile al discorso. Ospedale di Bracciano, alle porte di Roma. Chi arriva in pronto soccorso come prima cosa deve compilare un foglio. Non c’è infermiera nell’accettazione, neppure l’ombra di un medico o un portantino: una scrivania, un computer, una lampada accesa, una sedia vuota e una pila di fogli. Bisogna indicare nome, cognome, età, residenza e pure i sintomi che si avvertono. Se non si compila, non si supera l’accettazione. È il fai da te dell’emergenza sanitaria, oltre che il trionfo della più stupida delle burocrazie: il paziente, forse in stato di incoscienza, che si autointerroga e autodescrive. Chissà, forse, riprendendosi dal coma, sul foglietto scriverà: Mario Rossi, 40 anni, stato di acuta e inspiegabile sonnolenza. Indico il mio nome, il cognome, l’età e alla voce sintomo scrivo: "Sto morendo". Quando finalmente arriva, l’infermiera di turno mi richiede il nome, il cognome, l’età e i sintomi. Poi abbassa la testa, legge il foglietto e dice: "Il suo è un caso urgente, la faccio passare subito". Lo dice senza fare una piega. All’interno medici preparati e coscienziosi. Ma gli ospedali, purtroppo, sono fatti anche di un esterno. E purtroppo, accanto a tanti casi di eccellenza sanitaria, di cui nessuno dubita, esistono questi casi di eccellentissima stupidità che trasformano un paese civile e normale in un paese meno civile e normale. Non le pare che conviene parlare dei secondi anziché dei primi?  Libero del 28/12/2007   p. 24  

 

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