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Prescrizione per principio attivo, Farmindustria all’attacco

Il provvedimento della spending review che ha introdotto la prescrizione per principio attivo va rimosso al più presto. È la più forte tra le richieste che Farmindustria ha messo nero su bianco nell’incontro di insediamento del tavolo sulla farmaceutica, aperto l’altro ieri al ministero dello Sviluppo. Parecchi i posti a sedere (erano presenti gli operatori del comparto e i sindacati confederali, le Regioni e i dicasteri di Salute, Economia e Ricerca, l’Aifa e l’Agenas) uno l’obiettivo, riassunto in apertura dal ministro Corrado Passera: «La farmaceutica è un d! river di sviluppo, il Governo vuole impegnarsi a superare le criticità e agevolare il rilancio produttivo del settore».

Per i produttori, l’esigenza prioritaria è quella della stabilità: in sei mesi il comparto del farmaco è stato interessato da tre manovre, da cui un’incertezza cronica che impedisce la minima programmazione. Di qui la richiesta di Farmindustria di un «Patto di sostenibilità e di stabilità» che garantisca per almeno tre anni un quadro regolatorio certo. E poi andrebbero urgentemente rivisti alcuni dei provvedimenti più "freschi". A cominciare dalla prescrizione per principio attivo: «Una penalizzazione ingiusta che non dà alcun vantaggio allo Stato» ha detto al tavolo il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, sventolando dati che dimostrerebbero un meno 10% nelle quote di mercato dei "branded".

Di avviso ovviamente opposto "l’altra metà" del pianeta industria, i produttori di generici: «L’uso degli equivalenti è un fattore di risparmio e di sviluppo, la norma non si tocca» ha detto il vicepresidente di Assogenerici, Enrique Heusermann.

Se ne riparlerà ancora: dal tavolo, troppo lungo per funzionare a dovere, filierà una serie di "sotto-commissioni" dove verranno analizzati pezzo per pezzo i problemi e le istanze del comparto. E dove le parti sociali misureranno le vere intenzioni del Governo. «Il punto» ha osservato Paolo Pirani, della Uil chimici «è decidere se si vuole scommettere sull’aspetto industriale di un settore vivo che dà lavoro diretto a 65mila lavoratori e indiretto ad altrettanti, o si preferisce una pura presenza commerciale».

13 settembre 2012 – DoctorNews

Farmindustria, griffati già in calo.

Scaccabarozzi, dati molto preliminari mostrano diminuzione del 10% circa

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