Prezzi farmaci in Italia più bassi del 27% rispetto a media Ue

Prezzi farmaci in Italia più bassi del 27% rispetto a media Ue

Per i farmaci lo Stato spende, in tutti i canali di distribuzione, 16 miliardi di euro l’anno, 74 centesimi pro capite al giorno, pari al 15% della spesa sanitaria effettiva nel 2013. E’ quanto ricorda Farmindustria in occasione dell’assemblea pubblica 2014 a Roma. Considerando sia quella territoriale sia quella ospedaliera, la spesa pubblica per medicinali in Italia è più bassa che nella media dei grandi Paesi Ue del 27% (270 euro pro capite rispetto ai 370); diminuita dal 2006 al 2013 del 4%, mentre il totale della spesa sanitaria è aumentato del 7%, con punte di oltre +21% per altri beni e servizi acquistati dal Ssn; diminuita in percentuale sul Pil, in controtendenza rispetto alle altre voci di spesa sanitaria, che in ogni caso sono cresciute meno delle altre voci di spesa pubblica.

L’Italia inoltre detiene il ‘record’ Ue di vincoli nazionali e regionali per l’accesso ai nuovi farmaci con implicazioni sui tempi, più lunghi rispetto ai big Ue. Medicinali che vengono resi disponibili due anni dopo l’approvazione a livello europeo. Le vendite procapite dei medicinali innovativi autorizzati dalla European Medicines Agency (Ema), tra il

2008 e il 2013, sono più basse del 40% rispetto ai big Ue e i consumi del 20%.

Con un ricavo medio inferiore in Italia rispetto agli altri Paesi. Analisi del Cergas Bocconi – ricorda Farmindustria – mostrano ormai da diversi anni come i prezzi in Italia siano più bassi che nei Paesi europei, sia per i prodotti con copertura brevettuale sia per quelli a brevetto scaduto.  Anche un report del Parlamento Ue lo ha confermato. Dal 2001 al 2013 i prezzi dei medicinali rimborsabili sono scesi del 44% (-3,2% nel 2013).

Non solo, evidenzia l’associazione italiana delle industrie che producono medicinali: l’uso corretto dei farmaci e dei vaccini genera significativi risparmi per il Ssn. Il tutto con la prevenzione (1 euro speso per la vaccinazione può equivalere a 24 euro per curare chi si ammala); rendendo non necessari interventi chirurgici; accorciando i tempi di ospedalizzazione o evitando il ricovero ospedaliero (un giorno in ospedale costa oltre 1.000 euro, pari a 4 anni di assistenza farmaceutica pro capite); rallentando la degenerazione o attenuando la sintomatologia di alcune malattie tipiche dell’invecchiamento o riducendo il rischio di malattie invalidanti.

Barbara Di Chiara – 4 luglio ’14 – PharmaKronos

 

 

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