Provincia di Agrigento, truffa al SSN con i farmaci: 12 gli indagati anche a Canicattì, scoperti da investigatori privati

Provincia di Agrigento, truffa al SSN con i farmaci: 12 gli indagati anche a Canicattì, scoperti da investigatori privati

Scritto da Redazione Canicatti Web Notizie il 11 aprile 2014 

Sono dodici, complessivamente, gli indagati dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Agrigento e dei Carabinieri del Nas di Palermo che ha fatto luce su un sistema di truffe ai danni del Sistema sanitario nazionale, tramite l’Asp di Agrigento, e che vede coinvolti farmacisti, medici, informatori medico scientifici ed un magazziniere che somministrava medicinali. Questo l’elenco completo degli indagati: Mario Terrana, 63 anni, di Comitini, farmacista a Porto Empedocle, finito agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico; la moglie di Terrana, Ninì Mirella Pace, 60 anni, di Agrigento; Cinzia Venturella, 31 anni, di Ribera; Carmelinda Strazzeri, 33 anni, di Mazzarino, farmaciste collaboratrici della farmacia di Mario Terrana; Gino Montante, 67 anni di Agrigento e Andrea Savatteri, 63 anni, di Porto Empedocle, medici di base e Michele Alletto, 45 anni, di Agrigento, dipendente della farmacia, tutti raggiunti da misura cautelare del divieto di soggiorno ad Agrigento e Porto Empedocle. Risultano indagati anche: Salvatore Cani, 49 anni, di Canicattì, preposto alla conduzione del deposito all’ingrosso di specialità medicinali con sede a Canicattì; Carmelo Amato, 63 anni, (respinta dal Gip misura cautelare nei suoi confronti) medico di base di Agrigento come Raffaele Sanzo, 53 anni di Agrigento; Raimondo Braccieri, 42 anni di Agrigento, informatore scientifico per la ditta Pensa Pharma Spa; Domenico Cavalca, 59 anni, di Ribera (e residente a Sciacca), informatore scientifico.

La truffa scoperta dai carabinieri del Nas: staccavano le fustelle dai farmaci per ottenere il rimborso dal Servizio sanitario nazionale e poi rivendevano sottobanco gli stessi medicinali, anche nelle parafarmacie. A portare alla luce il meccanismo una vera e propria indagine privata con affidamento dell’incarico ad una agenzia specializzata in investigazioni. Un dossier completo fatto di prove, fotografie, intercettazioni, scontrini e farmaci consegnato alla procura della Repubblica di Agrigento. E’ nata così l’inchiesta conclusa con un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella nei confronti di sette persone: una è stata posta ai domiciliari, per tutti gli altri è stato applicato il divieto di dimora. Ai sette indagati viene contestata l’associazione per delinquere, truffa, ricettazione, appropriazione indebita, abusivo esercizio della professione. L’indagine è stata condotta dai militari, con il coordinamento prima del sostituto procuratore Andrea Bianchi e poi di Carlo Cinque. Tutto quanto è scaturito dalla denuncia di alcuni farmacisti che evidenziavano quindi che una parafarmacia di Porto Empedocle e un’altra di Agrigento operavano a tutti gli effetti come una vera e propria farmacia, con il concorso di Mario Terrana, titolare dell’omonima farmacia, sita a Porto Empedocle nella via Roma, padre di Claudio Terrana, amministratore e legale rappresentante della predetta società. I querelanti, a riscontro delle proprie dichiarazioni, allega

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