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Reumatologo, Italia ‘maglia nera’ Ue per uso biologici

"I vantaggi che derivano dalle terapie biologiche sono enormi, ma nonostante ci sia oggi in Italia una maggiore coscienza della malattia, il nostro Paese è ultimo, per quel che concerne l’impiego dei farmaci biologici in Reumatologia, tra le nazioni europee più avanzate in Europa".

E’ l’allarme lanciato da Giovanni Minisola, presidente della Società italiana di reumatologia (Sir), durante il congresso dell’associazione a Rimini. "La sostenibilità della spesa sanitaria – ha proseguito Minisola – rientra in un contesto più ampio: quello dell’allocazione razionale delle risorse. Il farmaco biologico ha un costo elevato, ma la spesa che oggi si affronta è in realtà un investimento sociale economicamente vantaggioso: significa recuperare una persona malata, permettendole una vita normale nei contesti sociale, famigliare e lavorativo, ed evitare di far pagare alla collettività gli elevati costi sociali di una malattia invalidante maltrattata.

Va inoltre considerato che i soggetti con artrite reumatoide sono spesso giovani adulti. Infine va sottolineato, con vivo disappunto, che in Italia esiste una situazione di disparità a livello regionale: in Reumatologia l’assistenza non è uguale per tutti e alcune opportunità terapeutiche sono fruibili facilmente in pochissime Regioni e difficilmente in molte altre". Presentati oggi a Rimini i nuovi dati dello studio scientifico Act-Ray, che aprono nuove prospettive nella

terapia dell’artrite reumatoide. Il farmaco biologico tocilizumab in monoterapia ha infatti dimostrato un’efficacia clinica sovrapponibile a quella di tocilizumab in combinazione con metotrexato anche nell’inibizione del danno articolare. "I dati presentati alla Sir – commenta Minisola – confermano la validità di tocilizumab in termini di efficacia, sicurezza e tollerabilità. È un risultato particolarmente significativo, perché abbiamo ora a disposizione un farmaco biologico utilizzabile per i pazienti intolleranti al metotrexato o per quelli che con tale farmaco hanno in precedenza avuto esperienze negative".

Barbara Di Chiara – 12 dicembre 2011 – Pharmakronos

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