Archivio Storico

Roma. I medici restano senza ricettari

Scarseggiano i ricettati dei medici di famiglia a Prati, in centro storico, ma anche a Casal Bertone e ai Castelli Romani. E in altre Asl è già iniziata la distribuzione razionata dei blocchetti rosa. L’allarme lo lanciano dalla Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) di Roma. «Venerdì alcuni colleghi della Asl Roma-B, Roma- H e Roma-E – ci hanno chiesto aiuto – ricorda Alberto Chiaratti, vice segretario provinciale della Fimmg -perché non sapevano come rispondere a decine, centinaia di malati». A Casal Bertone (Asl Roma-B) addirittura nei giorni scorsi alcuni camici bianchi sono rimasti senza ricettari, raccontano dalla Fimmg, e seri problemi sono stati vissuti dai medici di base nelle Asl Roma-A (centro storico) e Roma-E (Prati). Visto che le difficoltà aguzzano l’ingegno, nella Asl Roma-D (da Fiumicino a Portuense-Monteverde) hanno pensato bene nei giorni scorsi di diminuire del 50% il numero dei libretti rosa che venivano forniti ai camici bianchi per prescrivere visite, analisi ed esami diagnostici.

Secondo una voce ricorrente, i problemi potrebbero essere stati innescati da disagi nella stampa dei moduli, che viene effettuata dal Poligrafico dello Stato. Ma difficoltà potrebbero anche essere emerse a causa del fatto che è cambiata di recente anche la distribuzione: le modifiche avrebbero causato ostacoli alla regolare arrivo dei documenti nelle Asl e quindi di conseguenza a chi deve compilarli per prescrivere cure ai malati.

Non viene neanche esclusa tra le concause il fatto che, per via dei soliti problemi di liquidità nelle casse di qualche Asl, qualche fornitura di moduli potrebbe non essere stata pagata. Di certo, sottolineano dal sindacato dei medici di famiglia, il problema dei ricettari che scarseggiano si ripete ciclicamente e ogni volta causa nervosismo e indignazione in tanti cittadini che si vedono negato il diritto alla salute. «Noi siamo disponibili a fare la nostra parte – osserva Chiaratti – ma se siamo costretti ad andare ogni giorno a prendere 5-10 ricettari per volta negli uffici della Asl di appartenenza, questo inevitabilmente ci porta via tempo prezioso per seguire ed assistere i nostri pazienti. E questo non è giusto: non è possibile che a pagare siano sempre i cittadini». «C’è il rischio che ci trasciniamo questi disagi fino a giugno – rincara la dose Pier Luigi Bartoletti, segretario della Fimmg Lazio – e dal Poligrafico sembra che abbiano provato a migliorare il ciclo produttivo. Ma così è peggiorato il nostro lavoro: non mi pare un modo sensato di risolvere i problemi».

22-05-2012 – Francesco Di Rischia – Corriere della Sera – Ed. Roma

  

Articoli correlati

Back to top button