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Scaccabarozzi, Italia non puo’ perdere industrie

"Noi non chiediamo privilegi. Chiediamo solo un patto che ci dia stabilità perché investimenti come questo, e come tanti altri, non si possono realizzare se non c’è una stabilità nel Paese. Noi ci auguriamo che venga percepito che se ci deve essere un rigore, sia a tutti i livelli. Il nostro rigore lo abbiamo subito da 10 anni con ben oltre 40 manovre a livello centrale a cui si aggiungono poi tutte quelle che ci sono state a livello regionale di cui non parla nessuno".

E’ il monito del presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, intervenuto a Sesto Fiorentino nella sede della Elil Lilly in Italia, al primo di cinque incontri organizzati per rilanciare il settore. "Siamo un settore che ha i numeri per far crescere l’economia del Paese – ha aggiunto Scaccabarozzi – Abbiamo 165 fabbriche, 65 mila dipendenti, abbiamo un export che in Italia nessuno ha, pari al 60%. Siamo in un momento critico, i conti pubblici del farmaco sono in ordine e non si può pensare che continueremo a dare un contributo solo con la crescita esterna, il mercato interno deve bilanciare la fiducia degli investitori".

Barbara Di Chiara – 14 maggio 2012 – PharmaKronos

No aumenti Iva e sostegno innovazione, Farmindustria chiede Patto stabilita’

Un Patto di stabilità triennale per riuscire a mantenere e, se possibile, incrementare gli investimenti in Italia. E’ la richiesta dell’industria farmaceutica, che auspica l’apertura di un Tavolo con Istituzioni, Regioni e Farmindustria per trovare un punto di equilibrio che per almeno tre anni garantisca la compatibilità tra gestione della spesa farmaceutica pubblica e sviluppo industriale.

Questi i temi dell’incontro organizzato a Sesto Fiorentino, nella sede della Eli Lilly, dall’Associazione delle imprese del farmaco, per presentare il valore di questa industria per il nostro Paese. Il Patto, secondo Farmindustria, dovrebbe sostenere la rapida e completa razionalizzazione di tutte le voci di spesa sanitaria: l’Associazione sottolinea infatti che negli ultimi cinque anni la spesa farmaceutica

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