Spagna continuano le proteste per i tagli in sanità

Spagna continuano le proteste per i tagli in sanità

Tagli e proteste scuotono la sanità iberica. In Spagna le manifestazioni si concentrano soprattutto nella capitale e in particolare alla Puerta del Sol, luogo tradizionale di incontro degli indignados, dove anche i camici bianchi si sono riversati in ripetute manifestazioni. Le hanno battezzate, appunto, "maree bianche" e l’ultima ha avuto luogo la scorsa domenica con 70.000 medici e infermieri (secondo le stime degli organizzatori) in piazza per contestare le privatizzazioni annunciate dalla Comunità autonoma di Madrid. La sanità in Spagna è fortemente decentrata ed è in larga misura delegata alle Regioni (chiamate Comunità autonome); quella in cui è situata la capitale nazionale è governata dal Partido Popular, che ha comunicato di voler privatizzare sei grandi ospedali su venti e 27 centri sanitari su 270. L’operazione è collegata alla riforma sanitaria voluta dal primo ministro Mariano Rajoy, che dovrebbe assicurare un risparmio di sette miliardi di euro alle casse statali. Tuttavia, secondo i manifestanti, si tratta di un altro passo verso la completa distruzione della Sanità pubblica, già messa in ginocchio dai tagli. Anche i cugini portoghesi sono pesantemente colpiti dalla recessione economica e la spesa sanitaria è minacciata da tagli consistenti. La decisione segue alla bocciatura che la Corte Costituzionale portoghese ha decretato alle misure di austerity già proposte dal governo conservatore di Pedro Passos Coelho. Il primo ministro aveva deciso di non pagare le quattordicesime dei dipendenti pubblici per rientrare negli obiettivi di bilancio concordati da Lisbona con le autorità europee. Il provvedimento avrebbe aiutato a reperire i cinque miliardi di euro necessari e ora, per raggiungere la cifra stabilita, sono stati predisposti tagli ai ministeri, in particolare a quelli della Scuola e della Sanità. I commentatori non escludono però che il taglio alle quattordicesime verrà nuovamente presentato dall’esecutivo portoghese, formulato in modo differente e ristretto ad alcune categorie di lavoratori.

23 aprile 2013 – DoctorNews33

 

 

 

 

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