Studio, in Ue variazioni prezzi fino al 25%

Studio, in Ue variazioni prezzi fino al 25%

I prezzi di un paniere di 150 farmaci possono variare fino al 25% negli Stati membri dell’Unione europea e, nel caso dei medicinali generici, la differenza può arrivare fino a 16 volte, secondo un nuovo studio commissionato dal Comitato per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare del Parlamento europeo e realizzato da ricercatori del Medical  Technology Research Group della London School of Economics (nella foto la sede Londinese).

Queste ampie variazioni fra i prezzi dei medicinali sono dovute a molti fattori tra cui le dimensioni del mercato, la politica di regolamentazione, l’uso dei tetti di spesa e dei prezzi di riferimento, l’incoraggiamento all’impiego di farmaci generici, i livelli di tassazione, fino a motivazioni di ordine culturale.

Anche la ricchezza di una Nazione sembra essere un elemento chiave, secondo gli autori. "In generale – scrivono – il costo dei farmaci coperti da brevetto sembra essere proporzionalmente più elevato negli Stati con un più alto livello di reddito pro capite. Inoltre, essi stessi tendono a spendere di più per i farmaci".

La più alta spesa pro-capite per medicinali di tutta Europa – da una lista di 20 Stati membri riferita al 2008 – si trova in Grecia, con una media annua di quasi 700 euro a cittadino. Seguono Irlanda, Francia, Germania e Austria, mentre il valore più basso si riscontra in Polonia, con circa 125 euro a persona all’anno. Il Regno Unito si trova al sedicesimo posto, a circa 250 euro, ed è l’unica nazione ad aver speso meno nel 2008 rispetto al 2000.

Barbara Di Chiara – 30 maggio 2011 – Pharmakronos

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