Svizzera. Mancano farmaci a brevetto scaduto. Alle aziende di marca non convengono più e la Cina, che produce generici per tutto il mondo, non riesce a soddisfare le richieste

Svizzera. Mancano farmaci a brevetto scaduto. Alle aziende di marca non convengono più e la Cina, che produce generici per tutto il mondo, non riesce a soddisfare le richieste

In Svizzera c’è penuria di (certi) farmaci

TV svizzera – 10 giugno 2019

In Svizzera, patria di alcune tra le più importanti case farmaceutiche a livello mondiale, mancano le medicine.

Le difficoltà di reperimento di alcuni farmaci sono dovute essenzialmente al fatto che molti gruppi non producono più medicinali con brevetto scaduto perché i ricavi per questo tipo di medicinali non sono in linea con le aspettative aziendali.

Secondo quanto riporta la Neue Zürcher Zeitung am Sonntag in questo segmento di mercato rimangono solo poche fabbriche in Cina che producono per il mondo intero e a causa di ciò la produzione subisce spesso interruzioni.

“La gravità delle interruzioni nelle forniture e le misure costose ad esse associate sono aumentate negli ultimi anni”, afferma un rapporto pubblicato dall’Ufficio federale per l’approvvigionamento economico del Paese (UFAE) nel mese di marzo. Nel caso di due vaccini, un antibiotico e altri tre farmaci, le autorità sono dovute intervenire per risolvere il blocco delle forniture.

Il database Drugshortage.ch (Link esterno) elenca attualmente 592 prodotti per i quali vi sono difficoltà di approvvigionamento: otto vaccini e 31 farmaci non sono più disponibili. In particolare negli ospedali vi sono difficoltà ad ottenere antidolorifici, antipertensivi o pillole anticoncezionali e nella maggior parte dei casi si tratta di preparati di vecchia data, compresi alcuni di largo uso come l’aspirina o l’ibuprofene. Una scatola di antidolorifici costa ai pazienti solo pochi franchi e le aziende non guadagnano quasi niente.

A questo proposito l’UFAE individua nel mercato e nella concentrazione della produzione l’origine del problema. “Nei settori critici, il libero mercato non è più in grado di compensare i ritardi nella catena di fornitura stessa a causa del numero ridotto di fornitori e dei bassi livelli di scorte presso aziende e ospedali”, indica sempre il rapporto pubblicato a marzo.

D’altro canto, quanto minore è il numero di fabbriche che producono un principio attivo, tanto più è probabile che ci saranno carenze. Carenze riscontrate da diversi anni cui si aggiunge la crescente domanda di vaccini e antibiotici che potrebbe aggravare ulteriormente la situazione.

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