Teva pagherà 85 milioni di dollari in Oklahoma per evitare il processo sugli oppioidi

Teva pagherà 85 milioni di dollari in Oklahoma per evitare il processo sugli oppioidi

L’ufficio del procuratore generale dello stato americano dell’Oklahoma ha riferito che l’azienda farmaceutica israeliana Teva Pharmaceuticals pagherà $ 85 milioni per “complicità nella promozione della” crisi degli oppioidi.

Il procuratore generale dell’Oklahoma, Mike Hunter, ha detto che si sta parlando del preliminare dell’accordo transattivo extragiudiziale, che prevede le condizioni di base, ma sarà oggetto di una ulteriore trattava entro due settimane. Il governo dello Stato prevede che l’importo concordato verrà versato da Israele subito dopo.

“L’accordo raggiunto non prevede il riconoscimento del fatto che la società ha agito illegalmente. Teva non ha contribuito in alcun modo alla abuso di farmaci oppioidi in Oklahoma”- ha detto in un comunicato il servizio stampa di Teva Pharmaceuticals.

In precedenza, un’altra società farmaceutica – Purdue Pharma – ha raggiunto un accordo transattivo con l’Oklahoma di 270 milioni di dollari.

Il terzo processo – con il produttore farmaceutico più grande degli Stati Uniti Johnson & Johnson – si terrà a Cleveland County il 28 maggio.

Il Presidente Trump aveva costituito una commissione di crisi anti-oppioide, a cui nell’autunno del 2018 ha conferito lo status per affrontare una situazione di emergenza nel settore sanitario

27 мая 2019, Израиль США наркотики фармакология


Johnson & Johnson da oggi alla sbarra per l’epidemia di oppiacei

Il processo comincia oggi in Oklahoma: il primo di quasi duemila casi portati da autorità locali e federali – comprese tribù di indiani d’America – contro grandi case farmaceutiche, distributori e rivenditori di medicinali. L’accusa? Sarebbero responsabili, con le loro “facili” politiche di marketing, dell’epidemia di farmaci oppiacei che devasta gli Stati Uniti.

Un processo-test, che richiama alla mente quelli intentati di recente contro i produttori di armi. Alla sbarra nella piccola cittadina universitaria di Norman salirà, sotto i riflettori televisivi nazionali, nientemeno che il colosso Johnson & Johnson, più noto come marchio di talco e sciampi e qui invece nel mirino del procuratore generale dello stato, Mike Hunter, per le vittime che mieterebbe.

La procura cercherà di dimostrare che le pratiche di marketing erano irresponsabili, compresa la diffusione dei farmaci in questione ai bambini. J&J afferma che lo stato non ha alcuna prova che il comportamento dell’azienda sia legato a decessi da oppiacei o che medici abbiano prescritto i farmaci senza che ve ne fosse necessità.

(… continua su Il Sole 24ORE del 28 maggio 2019)


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