USA. Teva e altre diciannove società farmaceutiche di generici accusate di aver manipolato il sistema di fissazione dei prezzi

USA. Teva e altre diciannove società farmaceutiche di generici accusate di aver manipolato il sistema di fissazione dei prezzi

WASHINGTON (Reuters) – Gli Stati Uniti hanno intentato una causa accusando 20 compagnie farmaceutiche di generici, tra cui la Teva Pharmaceuticals USA Inc, di un ampio piano per gonfiare i prezzi dei farmaci – a volte anche oltre il 1.000% – e soffocare la concorrenza facendo cartello.

Reuters – May 11, 2019

Secondo la denuncia di 44 Stati degli Stati Uniti, presentate venerdì alla Corte Distrettuale del Connecticut, le case farmaceutiche sono impegnate in cospirazioni illegali per limitare irragionevolmente il commercio, gonfiare e manipolare i prezzi e ridurre la concorrenza.

Nella citazione in giudizio, hanno detto che “Teva e le altra aziende hanno intrapreso una delle più eclatanti e dannose cospirazioni nella storia degli Stati Uniti”.

I rappresentanti di Teva e Sandoz, un’altra società citata nella causa, non hanno risposto immediatamente a una richiesta di commento. Teva USA è un’unità della compagnia farmaceutica israeliana Teva Pharmaceutical Industries Ltd.

Hanno detto che i farmaci sotto accusa comprendevano tutto, dalle compresse e capsule alle creme e unguenti per trattare condizioni quali diabete, colesterolo alto, pressione alta, cancro, epilessia e altro. In alcuni casi, gli aumenti dei prezzi coordinati erano superiori al 1.000 percento.

La causa menziona anche 15 persone imputate che, a suo dire, hanno attuato gli schemi illeciti giorno per giorno.

In una nota il governatore del Nevada Steve Sisolak ha detto che “Il livello di avidità addottato dalle società farmaceutiche in questa causa multistato è vergognoso e irragionevole”.

Secondo il procuratore generale del New Jersey Gurbir Grewal, più della metà delle aziende accusate hanno sede nel New Jersey e cinque dei singoli imputati vivono nello Stato.

La causa mira a risarcire danni, con sanzioni civili e azioni da parte del tribunale per ripristinare la concorrenza nel mercato dei farmaci generici.

I farmaci generici possono far risparmiare i compratori di farmaci e i contribuenti decine di miliardi di dollari l’anno perché sono un’alternativa a basso prezzo ai farmaci di marca.

Nella causa si dice che “I farmaci generici erano uno dei pochi ‘affari’ nel sistema sanitario degli Stati Uniti”.

Ad un certo punto, tuttavia, è cambiato.

“I prezzi per centinaia di farmaci generici sono aumentati – alcuni sono saliti alle stelle, senza spiegazioni, scatenando indignazione dei politici, dei pagatori e dei consumatori in tutto il paese – i cui costi sono raddoppiati, triplicati o addirittura aumentati del 1.000% o più”.

Come risultato delle cospirazioni delle compagnie farmaceutiche, hanno detto nella causa, i consumatori e gli Stati hanno pagato “prezzi sostanzialmente gonfiati e anticoncorrenziali per numerosi farmaci generici” mentre le aziende farmaceutiche ne hanno approfittato.

La causa intentata venerdì è parallela a un’azione promossa a dicembre 2016 dagli avvocati generali di 45 stati e del distretto di Columbia. Questo caso è stato successivamente ampliato per includere più di una dozzina di produttori di farmaci.

Reporting by Doina Chiacu in Washington; Additional reporting by Ishita Palli in Bengaluru and Nate Raymond in Boston; Editing by Matthew Lewis

Our Standards:The Thomson Reuters Trust Principles.

Nota: Kåre Schultz, Presidente, CEO e Direttore di Teva Pharmaceutical Industries Limited, 57 anni, nel corso dell’anno fiscale 2018 ha percepito un compenso totale di $32.469.875 [fonte Bloomberg]


N.d.R.: Il New York Times afferma che le aziende coinvolte comprendono oltre a Teva e Sandoz anche Pfizer, Novartis, Mylan e altre. Teva ha in seguito dichiarato che è estranea ai fatti. Secondo gli inquirenti però la maggior parte dell’attività collusiva si è verificata proprio in riferimento a Teva, che tra luglio 2013 e gennaio 2015, ha aumentato i prezzi su quasi 400 formulazioni di 112 farmaci generici. Lo schema utilizzato, poi, si sarebbe strutturato secondo un vero e proprio cartello. Cioè un accordo tra le diverse aziende per concordare i prezzi gonfiati in modo che ognuna di esse potesse mantenere una “giusta quota” dei mercati dei farmaci generici. Sebbene gli atti dipingano la Teva Pharmaceuticals come il leader nella cospirazione, il comportamento illegale viene definito come “pervasivo a livello industriale”. In risposta alle denunce, Teva ha rilasciato un comunicato in cui respinge ogni addebito illegale. Anche Pfizer ha negato tutto.

Il consumo dei farmaci non coperto da brevetti in Italia è del 79,4%. Se i produttori di generici non fanno generici di tutti i farmaci a brevetto scaduto, ma rappresentano il 27,7% evidentemente non hanno la convenienza. Una pressione eccessiva sui prezzi però può creare un rischio “competizione”, ovvero di una riduzione del numero di imprese in grado di stare sul mercato e competere. Questa non è necessariamente una dinamica negativa, salvo nei casi in cui la competizione si riduca eccessivamente e porti a condizioni di cartello o oligopolio o addirittura di monopolio tali da pregiudicare i naturali meccanismi competitivi di mercato. Questa dinamica è già presente essendo il mercato dei generici in Italia dominato da sole 5 aziende: infatti l’82% del mercato è fatto da Teva, Mylan, Sandoz, Doc generici, EG.


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Nota:

Negli Stati Uniti se non hai i soldi non ti curi. Molte persone a basso reddito che non hanno assicurazione non hanno accesso alle cure sanitarie, nonostante gli sforzi dell’Obamacare, azzoppato dal precedente Congresso a guida repubblicana. Si rimandano scelte o decisioni legate alla salute per un sistema che, nonostante le eccellenze delle cure, in molti casi è basato tutto sul dollaro e sul profitto. Tra assicurazioni, ospedali e aziende farmaceutiche. Qualche esempio rende l’idea meglio di tante parole. Per fare una Tac a New York ci vogliono 8mila dollari. Una visita medica privata da uno specialista costa 750 dollari. La visita dal medico di base 300 dollari. Una scatola di antibiotici per curare l’influenza di stagione? Ci vogliono 120 dollari. Ecc.

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