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UNIVERSITA’ DI BRESCIA, PREMIO INTERNAZIONALE AL PROGETTO DI RICERCA

Osservazioni al microscopio in un laboratorio Prestigioso riconoscimento alla dottoressa Laura Pini, dell’Università degli Studi di Brescia. La ricercatrice del dipartimento di Scienze mediche e Chirurgiche dell’Università degli Studi di Brescia ha ottenuto il primo premio per il miglior progetto di ricerca sul Deficit di Alfa 1 – Antitripsina, bandito a livello europeo dalla multinazionale farmaceutica Talecris Biotherapeutics. Il premio, del valore di 50mila euro servirà a sviluppare il progetto stesso. I risultati degli studi verranno presentati l’anno prossimo al Congresso Europeo di Medicina Respiratoria. L’Antitripsina è una glicoproteina prodotta dal fegato, ma anche dalle cellule epiteliali bronchiali, che ha il compito di proteggere il polmone dall’azione di alcuni enzimi prodotti dai globuli bianchi. Il deficit di Alfa 1 è una malattia ereditaria che causa una grave forma di enfisema polmonare e una altrettanto grave malattia epatica. Questa patologia, nel nord Italia, interessa un soggetto ogni 2mila persone e rappresenta la più nota e frequente delle cosiddette «malattie rare». Il gruppo di studio, nato nella 1° Medicina degli Spedali Civili di Brescia nei primi anni ’90 per interesse del prof. Vittorio Grassi e ora guidato dal prof. Claudio Tantucci, si è progressivamente consolidato e ha definito in provincia di Brescia una delle più importanti casistiche a livello europeo, ottenendo il riconoscimento quale Centro regionale di riferimento per questa patologia, di cui è referente il dr. Luciano Corda. Del Gruppo fa parte anche Nuccia Gatta, fondatrice e presidente dell’Associazione nazionale dei pazienti portatori del deficit di Alfa 1 – Antitripsina. Il Gruppo di studio dell’Università di Brescia collabora inoltre proficuamente con diverse realtà degli Spedali Civili cittadini, che vantano una lunga tradizione di studi di livello internazionale in questo settore. Nello sviluppo dell’attività del Gruppo di studio è stato fondamentale il ruolo svolto, nell’ultimo quinquennio, dalla Fondazione della Comunità bresciana. La Fondazione, infatti, ha supportato le attività di ricerca del gruppo, quali le indagini sulla popolazione di Pezzaze e sulla popolazione di Bovegno, nonché alcune importanti manifestazioni come il Congresso Mondiale dei portatori del Deficit di Roma, consentendo la partecipazione di molti pazienti bresciani.
Giornale di Brescia del 05/09/2008   p. 10

af

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