Venezia. Il delitto di Lucia/ Il giudice: «Dekleva uccise la moglie in un impeto di rabbia»

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di Mario Caruso

L’Associazione Culturale Pediatri, presieduta dal dottore Paolo Siani, dice sì all’uso dei farmaci “no brand” a patto che venga garantita l’assoluta equivalenza dei prodotti, della loro qualità e dei controlli nei processi di produzione e che vi sia una maggiore informazione da fonti autorevoli e indipendenti per un uso più corretto dei farmaci.
E un richiamo all’industria: i generici pediatrici siano più “a misura di bambino” nel sapore e negli strumenti per la somministrazione.
L’ACP apre le porte alla prescrizione dei farmaci generici il cui utilizzo comporta un sicuro risparmio per il SSN, infatti quando il brevetto scade e il principio attivo comincia ad essere commercializzato anche da altre aziende, il prezzo deve scendere per legge almeno del 20%, ma spesso arriva anche al 50% in meno.
L’Associazione Culturale Pediatri considera infatti inaccettabile che in un periodo di crisi economica come quello che stiamo attraversando, siano i pazienti ad assumersi l’onere di pagare la differenza tra il costo di un farmaco bioequivalente e quello del farmaco di marca.
Al Governo di oggi e a quello che verrà domani, assicura il presidente Siani, chiediamo più informazione e sicurezza sui farmaci no brand:

QUALITA’: la necessità che i farmaci generici siano equivalenti dal punto di vista della qualità e dei controlli nei processi di produzione rispetto a quelli branded;

ALT AL MONOPOLIO INFORMATIVO DELL’INDUSTRIA: le informazioni sui farmaci, generici e non, devono essere fornite dalla comunità scientifica dopo un’accurata valutazione delle evidenze disponibili per un uso più razionale dei farmaci, modificando le “liste di trasparenza” dell’AIFA che dovrebbero essere corredate degli esiti di studi di bioequivalenza, del confronto dei generici tra loro e della composizione degli eccipienti;

PIÙ CONOSCENZA: occorre fornire strumenti indipendenti ai medici per approfondire le conoscenze sulle proprietà farmacologiche dei principi attivi che prescrivono ai pazienti e del suo reale contenuto nella formulazione generica.


Infine un richiamo all’industria: nella produzione di farmaci generici si tenga conto delle esigenze dei bambini (palatabilità, misurini per la somministrazione orale ed altro).
In un momento in cui si discute molto di gestione oculata de

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