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Nerviano. NerPharMa (NMS): ipotesi di acquisizione, scenari industriali e ricadute occupazionali

Riceviamo e pubblichiamo.

L’autore spiega che trasmette questa analisi come contributo di riflessione sul caso NerPharMa / NMS Group, perché ritiene utile aprire un confronto pubblico sugli scenari industriali in atto e sulle possibili ricadute occupazionali.

Il testo nasce dall’osservazione diretta del contesto produttivo e intende distinguere, con approccio analitico, tra ipotesi di sviluppo industriale e operazioni guidate prevalentemente da logiche finanziarie, mettendo al centro il tema del lavoro come fattore strategico.


NerPharMa (NMS): ipotesi di acquisizione, scenari industriali e ricadute occupazionali

Nel contesto della crisi del gruppo NMS e delle ipotesi di cessione di NerPharMa, è utile ricostruire i possibili scenari industriali e le conseguenze occupazionali, distinguendo tra operazioni di natura produttiva e mere logiche finanziarie.

Negli ultimi mesi sono circolate numerose informazioni, indiscrezioni e preoccupazioni sul futuro di NerPharMa e del NMS Group, gruppo controllato dal fondo PAG.
In questo quadro è emersa l’ipotesi di una possibile acquisizione di NerPharMa da parte di Benta Pharma Industries (BPI), gruppo farmaceutico internazionale con una forte vocazione manifatturiera, attivo nel settore degli sterili e degli oncologici e già certificato secondo standard GMP europei.

Ad oggi non risulta alcuna operazione formalmente conclusa, ma il dibattito è rilevante perché NerPharMa rappresenta un asset industriale di valore strategico, non riducibile a una mera voce di bilancio.

Un asset industriale ad alta complessità

NerPharMa è:

  • l’unico sito del gruppo NMS dotato di doppia certificazione AIFA/FDA;
  • un polo produttivo specializzato negli oncologici sterili, segmento ad altissima barriera di ingresso;
  • un concentrato di competenze tecniche e professionali costruite in decenni di attività;
  • un presidio industriale rilevante all’interno del bioparco di Nerviano.

Questi elementi rendono il sito particolarmente appetibile per gruppi con una strategia industriale orientata alla produzione regolata e ai mercati internazionali.

Il profilo di Benta BPI

Dal punto di vista industriale, Benta BPI presenta caratteristiche potenzialmente compatibili con un’acquisizione produttiva:

  • è un gruppo farmaceutico integrato, con una chiara vocazione manifatturiera;
  • opera su sterili e oncologici, con processi comparabili per complessità;
  • potrebbe trarre vantaggio dall’acquisizione di un hub europeo già certificato, riducendo drasticamente tempi e costi di accesso ai mercati UE e USA.

Tuttavia, come spesso accade in operazioni di questo tipo, il profilo dell’acquirente non è di per sé sufficiente a garantire esiti positivi sul piano occupazionale. Conta la natura concreta dell’operazione.

Tre scenari possibili

È possibile delineare tre macro-scenari.

1. Acquisizione industriale con integrazione reale
È lo scenario più virtuoso:

    • NerPharMa viene integrata in una strategia produttiva di lungo periodo;
    • vengono trasferite o sviluppate pipeline proprie;
    • si realizzano investimenti su impianti, qualità e capacità produttiva;
    • si rafforza la stabilità occupazionale, con possibili ricadute positive nel medio periodo.

2. Acquisizione opportunistica o difensiva
Scenario più critico:

    • mantenimento dei volumi nel breve termine;
    • razionalizzazioni organizzative e pressione su costi e flessibilità;
    • rischio di incertezza occupazionale nel medio periodo in assenza di crescita strutturale.

3. Mancata acquisizione
Scenario di maggiore rischio sistemico:

    • accelerazione delle dismissioni da parte dell’attuale proprietà finanziaria;
    • frammentazione dell’asset o progressiva deindustrializzazione;
    • perdita di un presidio produttivo strategico, con effetti occupazionali rilevanti.

Il nodo regolatorio: FDA

Un elemento dirimente resta l’esito delle interlocuzioni con la FDA.
La dimensione regolatoria non è solo tecnica: incide direttamente sulla valorizzazione industriale del sito, sul potere negoziale delle parti e sulla credibilità del progetto di continuità produttiva.

Il grande assente: il lavoro nel perimetro decisionale

In questo quadro, emerge un dato che non può essere ignorato: le rappresentanze dei lavoratori (RSU/RSA) e le organizzazioni sindacali non risultano, allo stato attuale, coinvolte in un confronto strutturato sul possibile futuro del sito.

È un elemento critico. Se è condivisa l’idea che piano industriale e garanzie occupazionali vadano affrontati prima di qualunque eventuale operazione, allora il coinvolgimento delle rappresentanze non può essere rinviato a decisioni già assunte.

L’esperienza insegna che:

    • quando il lavoro entra dopo la firma, negozia in difesa;
    • quando entra prima, diventa parte del valore dell’asset.

Conclusioni

NerPharMa non è un’azienda residuale, ma un nodo industriale ad alta intensità tecnologica e professionale. Il suo futuro non riguarda solo i lavoratori direttamente coinvolti, ma l’intero ecosistema farmaceutico e produttivo del territorio.

Per questo appare essenziale che ogni eventuale operazione:

    • sia accompagnata da un piano industriale scritto, verificabile e temporalizzato;
    • preveda garanzie occupazionali esplicite, non solo dichiarazioni di principio;
    • si sviluppi in un quadro di trasparenza e confronto preventivo con le rappresentanze del lavoro.

La distinzione tra operazioni industriali e mere logiche finanziarie non è teorica: è ciò che determina se un sito produttivo ha un futuro o diventa una parentesi da chiudere.

Bruno Pepi
Operaio specializzato – settore farmaceutico
NerPharMa (Gruppo NMS) RSA CUB

Redazione Fedaisf

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