Aspiranti farmacisti, per la classifica Censis 2014 il vostro ateneo ideale è Padova. Sbocchi professionali: informatori scientifici. Parafarmacie: settore farmacie in mano a lobby

Aspiranti farmacisti, per la classifica Censis 2014 il vostro ateneo ideale è Padova. Sbocchi professionali: informatori scientifici. Parafarmacie: settore farmacie in mano a lobby

26 agosto 2014 / Maria Russo/ universita.it

Secondo la classifica Censis per l’area di Farmacia 2014Padova è l’università statale ideale per frequentare un corso di laurea magistrale a ciclo unico della classe di Farmacia e Farmacia Industriale (LM-13). L’ateneo veneto ottiene la media più alta possibile, 110, confermando il primato dello scorso anno e precedendo la seconda, l’Università di Modena e Reggio Emilia (102,5), di ben sette punti e mezzo. La terza in graduatoria è quest’anno Ferrara (99,5), che butta giù dal podio Torino (99), quest’anno quarta.

Dalla quinta alla decima posizione della classifica Censis per l’area di Farmacia 2014 si sono collocate Trieste (95,5), l’Università “Federico II” di Napoli (94), quelle di Sassari (92,5), Cagliari (91), Pavia (88) e Pisa (86,5). Più in basso, nelle posizioni centrali della graduatoria, sono finite, invece, Genova (86), la coppia formata da Bologna e Parma (85,5), gli atenei diPalermo (85), Camerino (83,5) e Urbino (83), seguiti dalla Statale di Milano e dall’Università del Piemonte Orientale (appaiate con 80,5 punti di media), da Perugia (79) e dall’Università della Calabria (78,5).

Più in basso nella classifica Censis per l’area di Farmacia 2014 si trovano le università di Firenze (77),Salerno (76), Siena (74) e il duo Catanzaro– Messina, che condividono la ventiquattresima posizione con un punteggio di 73,5. Infine, le ultime tre posizioni della classifica Censis per l’area di Farmacia 2014 sono spettate a “La Sapienza” di Roma e Bari, appaiate con una media pari a 71,5, Catania (70,5) e all’Università di Chieti e Pescara, che scivola due posti più in basso rispetto al 2013 e chiude la graduatoria.

L’identikit del laureato in Farmacia. Dall’indagine AlmaLaurea sul profilo del laureati del 2013 si apprende che per completare il percorso di studi ci vogliono in media 7 anni e il voto medio di laurea è 100,2/110, mentre la media agli esami si attesta a 25,2 trentesimi. Riescono a laurearsi in corso solo il 33 per cento degli studenti, ma ben il 41 per cento si ritiene decisamente soddisfatto della propria scelta.

Sbocchi professionali. Per i laureati di quest’area si aprono quattro strade: la prima prevede la possibilità di lavorare all’interno di industrie farmaceutiche per lo sviluppo di nuovi farmaci, la seconda quella di lavorare come informatori scientifici, mentre la terza consiste nel prendere l’abilitazione all’esercizio della professione e operare presso farmacie private e ospedaliere, e l’ultima è quella di inserirsi in enti preposti al controllo e alla regolamentazione dei farmaci.

Federazione Parafarmacie: settore farmacie in mano a lobby, Renzi agisca

Gullotta: necessaria rivoluzione culturale.

di red/ilp – 26 agosto 2014 – fonte ilVelino/AGV NEWS

“Con il ritorno dell’Italia in recessione è cambiato il contesto in cui il governo si trova ad agire: ci auguriamo dunque che nella sventagliata di progetti ambiziosi che il premier Renzi conta di mettere in campo non tralasci il settore dei farmaci, uno dei casi più lampanti in cui i soliti noti dei salotti buoni con le loro anacronistiche rendite di posizione la fanno da padroni. E’ quanto dichiara il presidente delle Federazione nazionale Parafarmacie italiane, Davide Gullotta. Le Parafarmacie, che oggi sono oltre 4mila e 500, hanno creato – a costo zero per lo stato – circa 10 mila nuovi posti di lavoro: se l’obiettivo di questo governo è insistere sulla competitività del sistema allora non si può non investire ulteriormente in questa direzione aiutando tanti giovani farmacisti italiani a cui, nonostante titoli e capacità, la professione è tuttora preclusa o limitata. “Con l’Italia in recessione è più che mai necessaria una rivoluzione culturale parallela a quella politica ed economica”, precisa Gullotta. “Se dunque come afferma ripetutamente il Premier è ora di chiudere con i soliti noti dei salotti buoni e con un capitalismo di relazione trito e ritrito allora si cominci a scalfire anche il sistema che regola l’accesso alla professione per i farmacisti dove ancora vigono vecchi privilegi e leggi medievali: l’attuale sistema di fatto non premia in alcun modo la meritocrazia”.

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