Archivio Storico

Bollettino Italiano sui Farmaci – N. 3 del 2009 – Gli Informatori Farmaceutici in Italia

Dal punto di vista dei pazienti gli informatori scientifici del farmaco (ISF) sono spesso visti come delle figure ingombranti ed alcuni operatori sanitari ne tollerano appena la presenza in ambulatorio.

Tuttavia, si tratta di professionisti che – nel bene e nel male – veicolano importanti messaggi tra chi produce e commercializza i medicinali e chi li prescrive e li distribuisce. In alcuni paesi europei vengono dichiaratamente presentati come rappresentati commerciali ma la definizione nostrana gli assegna un compito più ampio. Di fatto nel tempo gli ISF hanno mantenuto, spesso in forma di monopolio, il compito di aggiornare i medici ed i farmacisti sull’uso dei medicinali, trasferendo loro le relative novità scientifiche e regolatorie quali: nuove indicazioni terapeutiche, variazioni di sicurezza, note limitative e specifiche per i criteri di rimborso dei farmaci. A ciò si aggiunge il mandato di promuovere la raccolta delle segnalazioni spontanee di reazioni avverse.

Quasi sempre si tratta di professionalità con un bagaglio culturale scientifico, ma raramente di laureati in medicina. Le aziende sanno bene che un messaggio promozionale verrebbe difficilmente digerito attraverso una consulenza “alla pari” e preferiscono sia chiaro fin da subito che l’informazione si limiterà allo specifico del farmaco, senza allargarsi a consigli o suggerimenti sulla diagnosi e sulla terapia.

La loro attività rimane comunque importante nella valutazione generale dell’impatto che un’azienda ha sulla capacità di influenzare le attitudini prescrittive dei medici ed in generale le variazioni di utilizzo dei medicinali nel nostro Paese. Cogliendo l’opportunità offerta dall’articolo 122 del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, che impone alle aziende di comunicare all’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) il numero degli informatori farmaceutici, insieme ad una serie di altre notizie, abbiamo cercato di quantificare l’attività degli ISF, anche in relazione ad altre misure quali: numero di visite effettuate, numero di medici del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) presenti sul territorio, budget aziendale in termini di vendite al SSN (budget SSN) . I dati si riferiscono al 2008 e corrispondono a quanto dichiarato spontaneamente dalle aziende stesse all’inizio dell’anno successivo mentre la qualità del dato ha subito solo una verifica riguardante gli errori formali.  Per semplicità sono state selezionate le prime 30 aziende farmaceutiche sulla base della spesa del SSN sui farmaci. Abbiamo elaborato i dati anche in relazione alla distribuzione a livello regionale (numero medio di visite per operatore sanitario).

I risultati potr

Articoli correlati

Back to top button