Buon Natale. Il messaggio del Presidente Federale

Buon Natale. Il messaggio del Presidente Federale

Gentili Colleghe/Colleghi, anche il 2019 volge al termine e, come è stato per il 2018, ci lascia un carico di esperienze che ricorderemo a lungo.

Abbiamo gettato le basi per un 2020 ancor più combattivo. Tante cose sono state fatte, tante ne sono successe, alcune belle altre, purtroppo, brutte. Troppi colleghi/amici ci hanno lasciati. A loro va un pensiero particolare e per molti di noi resteranno nei nostri ricordi, nei nostri cuori.

Il 2020 si presenta già con prospettive interessanti sin dai primissimi giorni. Quando iniziai questa avventura, sapevo già che sarebbe stata impegnativa, difficile e lunga. Ma ho avuto il supporto di tutti voi che ogni giorno mi avete spronato ad andare avanti, dritto per la strada che tutti insieme abbiamo tracciato.

Siamo cresciuti tantissimo, sia in termini numerici che di esperienza e visibilità. Oggi siamo una squadra compatta, molto più forte rispetto anche ad un solo anno fa. L’interesse che tutti insieme siamo riusciti a risvegliare nei colleghi e a suscitare nelle istituzioni, è un forte volano che ci spinge a fare di più, a fare meglio.

Siamo pronti per il salto di qualità, per uscire dalla crisalide e mostrarci per quello che siamo realmente: un ingranaggio importante nella macchina Sanità. Spero di non essere smentito nei fatti ma un non so cosa mi dice che il 2020 sarà l’anno che ci aprirà finalmente le porte giuste. E comunque lavoreremo per questo.

Intanto, carissime amiche ed amici, godiamoci questo periodo di meritato riposo e di serenità con le nostre famiglie.

Ringrazio ognuno di voi per tutto l’aiuto che mi avete dato ma soprattutto ringrazio i vostri mariti, le vostre mogli e figli che hanno accettato il sacrificio di vedervi impegnati in un progetto incomprensibile ai più. Senza la pazienza e l’accondiscendenza delle nostre famiglie tutto quello che facciamo non sarebbe possibile.

Vi auguro di cuore un Natale sereno e colmo di gioia. Che la vita vi sorrida, sempre.

Antonio Mazzarella

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