De Cicco, stop tetti spesa farmaceutica, serve modello dinamico

De Cicco, stop tetti spesa farmaceutica, serve modello dinamico

Risultati immagini per de cicco rocheOggi in Italia “rischiamo di rimanere imbrigliati in un sistema vincolato che si basa ancora su tetti di spesa” farmaceutica “inadeguati a discapito di un approccio dinamico, capace di valorizzare i vantaggi di un modello virtuoso”. A dirlo Maurizio de Cicco, vicepresidente Farmindustria e amministratore delegato Roche, in occasione dell’incontro ‘Il pricing dei farmaci innovativi. Modelli e sistemi per l’accesso all’innovazione e la sostenibilità degli investimenti’ al Senato.

“Oggi i farmaci innovativi – ha ricordato – consentono di raggiungere obiettivi clinici un tempo inimmaginabili. Questo deve portare tutti gli attori del sistema a superare l’attuale modello di governance della spesa farmaceutica nel rispetto del diritto alla migliore terapia per ogni singolo paziente. Nel nostro Paese è già stato fatto molto in questi anni per coniugare innovazione e accesso, non da ultimo il lavoro del Tavolo per la farmaceutica che ha l’obiettivo di affrontare questi temi, partendo dall’esigenza di dare rapido accesso e riconoscimento adeguato per l’innovazione, con benefici per i pazienti e per la competitività”

Se nel campo clinico e farmaceutico sono stati compiuti negli ultimi 20 anni progressi inimmaginabili nella diagnosi e nel trattamento di gravi malattie, prima di tutto in campo oncologico, con il continuo ingresso di nuove soluzioni terapeutiche basate su terapie target e su combinazioni di farmaci biologici, oggi gli attori del Sistema si trovano a dover affrontare con responsabilità le nuove sfide della sostenibilità e della governance della spesa.

Numerosi sono gli esempi di accordi innovativi per la negoziazione del prezzo di farmaci ad alto costo a cui stanno lavorando da tempo i sistemi sanitari di tutta Europa – è stato ricordato dagli esperti durante l’incontro – con l’obiettivo da un lato di garantire il principio universale di diritto alla migliore terapia e dall’altro di assicurare la sostenibilità del Sistema di governance della spesa farmaceutica pur remunerando l’innovazione e gli investimenti che ne sono alla base. Nel corso dei lavori è stato evidenziato come in campo clinico si stia sempre più spesso andando verso l’identificazione di target specifici di pazienti, il cui profilo può meglio rispondere a terapie farmacologiche innovative. La stessa molecola quindi può essere oggetto di accordi differenziati sulla base del beneficio incrementale per ciascuna indicazione approvata. Una strada già intrapresa nel nostro Paese, ad esempio con la negoziazione di un prezzo multiindicazione per bevacizumab, molecola per il trattamento di gravi forme tumorali metastatiche, che testimonia ancora una volta a buon diritto come l’Italia si annoveri tra i sistemi più evoluti nel coniugare innovazione e accesso alla cura.

Secondo Paolo Siviero, senior advisor Principia, l’ulteriore evoluzione a cui potrebbe aspirare il nostro sistema sanitario è “l’attivazione di un doppio binario di pricing che preveda l’istituzione di accordi negoziali in forza dei quali se da un lato parte del costo viene legato al successo terapeutico, dall’altro prevedono la possibilità di rivalutare il prezzo grazie ai dati raccolti nei registri Aifa”. Spesso si tende a fare riferimento a diversi modelli vigenti nei Paesi stranieri, oggetto di analisi nell’incontro di oggi, che presentano punti di forza e debolezze strutturali. “Il modello IcerR ad esempio (Incremental Cost Effectiveness Ratio) – ha aggiunto Siviero – è un criterio di valutazione che ha fallito nell’intento di governare i prezzi dei farmaci, avendo come conseguenza diretta di applicazione il ridotto accesso alle terapie per patologie più gravi, come nel caso dei tumori metastatici, dove il beneficio è dato da un guadagno in termini di sopravvivenza, ma non ancora di cura”.

Un incoraggiante segnale sulla disponibilità di molecole in grado di curare e far regredire sempre più forme anche gravi di malattia oncologica viene dal Rapporto Airtum 2014: secondo i dati, se il numero degli italiani a cui è stato diagnosticato nel corso della vita un tumore progressivamente cresce (3 milioni previsti nel 2015, con una crescita del 3% all’anno), è inconfutabile che grazie ai nuovi farmaci 1 su 4 può considerarsi già guarito perché è tornato ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale.

B.D.C. – 13 marzo 2015 – PharmaKronos

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