DOCUMENTO CONDIVISO TRA FARMINDUSTRIA E LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI

DOCUMENTO CONDIVISO TRA FARMINDUSTRIA E LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI

Lo scenario del settore farmaceutico


Documento condiviso tra Farmindustria e le Organizzazioni Sindacali – Documento Sindacale

PremessaLe imprese del farmaco operanti in Italia producono ricchezza e occupazione per il sistema Paese, con investimenti in impianti ad alto livello tecnologico, indotto industriale ampio e qualificato, crescente propensione alla Ricerca e Sviluppo, numerosi progetti in fase di sviluppo internazionale e notevole capacità di competere sui mercati esteri, testimoniata dal saldo estero positivo dei medicinali e dall’alto livello dell’export, che rappresenta oltre il 50% della produzione.

Occorre dunque che a tutti livelli venga riconosciuto  il settore industriale e il suo contributo all’economia italiana, in tal senso il farmaco  non può essere concepito solo come elemento di spesa, ma soprattutto come un investimento per il Paese, per la salute dei cittadini ed il rilancio della crescita industriale.
Le aziende farmaceutiche devono essere viste come uno dei fattori catalizzanti dell’economia e della conoscenza scientifica, con un ruolo positivo per l’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale, lo sviluppo e la capacità di generare occupazione di elevato livello qualitativo in linea con la strategia di Lisbona.
Per questo c’è bisogno di un quadro normativo e istituzionale stabile e favorevole alla valorizzazione delle peculiarità del settore.

Elementi per una politica di sviluppo dell’industria farmaceuticaFarmindustria e le Organizzazioni Sindacali del settore condividono l’analisi di un forte mutamento a livello internazionale, con implicazioni presenti e future anche in Italia.

La crescente domanda di Salute, la pressione competitiva da parte delle Economie Emergenti, i costi sempre più alti per lo sviluppo di un farmaco, i cambiamenti nei modelli Produttivi e di Ricerca che vanno in direzione di un a maggiore specializzazione tra i diversi attori, la scadenza di numerosi brevetti impongono alle imprese di cercare nuove strategie e nuove prospettive di sviluppo per rilanciare la propria capacità competitiva.

D’altro canto impongono anche ai decisori politici nazionali e locali di creare le condizioni di contesto più adeguate al consolidamento degli investimenti esistenti sul territorio e all’attrazione di altri, con conseguenti ricadute positive sui livelli occupazionali e con un’opera di contrasto nei confronti dello spostamento delle attività produttive verso altri Paesi.

Per questo Farmindustria e le Organizzazioni Sindacali concordano sulla necessità di una politica industriale per il settore, rispettosa di una gestione responsabile della spesa, ma attenta alle esigenze di sviluppo, in particolare con interventi che stimolino alla Ricerca e Innovazione e alla gestione dei processi produttivi.

A tal fine ritengono improrogabile il perseguimento di un quadro normativo stabile, con certezza delle regole, e che punti e riequilibrare le condizioni competitive del settore, dopo i ripetuti interventi sui prezzi negli anni passati.

Il Governo nazionale e le Istituzioni Regionali, con il contributo rilevante delle Parti, dovranno pertanto favorire una legislazione a sostegno della competitività e della capacità di attrazione degli investimenti esteri  nel Paese.  Stimolare Ricerca e alle Sperime

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