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ISTAT. Si riducono su base annua le esportazioni di articoli farmaceutici: -9,7%

Commercio con l’estero e prezzi all’import – Maggio 2026

ISTAT – 16 luglio 2026

A maggio 2026 si stima una crescita congiunturale più ampia per le importazioni (+1,5%) rispetto alle esportazioni (+0,2%). Il modesto incremento su base mensile dell’export è sintesi di un aumento delle vendite verso l’area extra Ue (+0,8%) e di una riduzione di quelle verso l’area Ue (-0,4%).

Nel trimestre marzo-maggio 2026, rispetto al precedente, l’export cresce del 4,6%, l’import del 7,2%.

A maggio 2026 l’export cresce su base annua del 4,1% in valore mentre si riduce del 2,4% in volume. La crescita tendenziale delle esportazioni in termini monetari è più sostenuta per i mercati extra Ue (+6,8%) rispetto a quelli Ue (+1,7%). L’import registra una crescita tendenziale del 7,3% in valore, molto più intensa per l’area extra Ue (+15,5%) rispetto a quella Ue (+1,3%); in volume, le importazioni diminuiscono del 2,5%.

Tra i settori che più contribuiscono alla crescita tendenziale dell’export si segnalano: metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+26,2%), coke e prodotti petroliferi raffinati (+62,0%), mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (+20,6) e autoveicoli (+13,9%). Si riducono su base annua le esportazioni di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (-9,7%).

Su base annua, la Svizzera (+57,9%) è il paese che fornisce il contributo maggiore all’export nazionale; seguono Cina (+24,2%), Paesi Bassi (+8,6%) e paesi MERCOSUR (+21,2%). Diminuiscono le esportazioni verso Turchia (-22,5%), Spagna (-8,5%), Stati Uniti (-3,6%) e Germania (-3,3%).

Nel periodo gennaio-maggio 2026, l’export registra una crescita tendenziale del 3,4%, spiegata soprattutto  dalle maggiori vendite di metalli di base e prodotti in metallo, escluse macchine e impianti (+29,5%).

L’apporto negativo maggiore deriva, invece, dalle minori esportazioni di mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (-4,0%) e articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici e altri prodotti non classificati altrove (n.c.a.) (-5,3%).

Il saldo commerciale a maggio 2026 è pari a +4.793 milioni di euro (era +6.103 milioni nello stesso mese del 2025). Il deficit energetico (-5.700 milioni) è superiore rispetto a un anno prima (-3.457 milioni). L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici sale da +9.560 milioni di maggio 2025 a +10.493 milioni di maggio 2026.

Nel mese di maggio 2026 i prezzi all’importazione aumentano dello 0,4% su base mensile e del 6,5% su base annua (da +4,6% di aprile).


In base alle elaborazioni risulta che l’aumento delle vendite di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti e di mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli, verso la Svizzera apporta un contributo positivo di 3,1 punti percentuali alla crescita tendenziale dell’export. Un ulteriore contributo positivo di 1,1 punti percentuali deriva dalle maggiori esportazioni di coke e prodotti petroliferi raffinati verso i paesi OPEC, di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici verso la Cina e di autoveicoli verso la Francia. All’opposto, la riduzione delle vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici verso Spagna, Stati Uniti, Svizzera e Regno Unito fornisce un contributo negativo pari a -2,3 punti percentuali. Un ulteriore contributo negativo di 0,6 punti percentuali si deve alle minori vendite di articoli sportivi, giochi, preziosi, strumenti medici e altri prodotti n.c.a. verso la Turchia.

L’aumento degli acquisti di petrolio greggio, coke e prodotti petroliferi raffinati e metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti dai paesi OPEC spiega per 2,7 punti percentuali la crescita tendenziale dell’import. Ulteriori contributi positivi derivano dall’aumento delle importazioni di gas naturale e petrolio greggio dagli Stati Uniti (+1,9 punti percentuali). Per contro, la riduzione delle importazioni di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici da Cina, Stati Uniti e Belgio fornisce un contributo negativo di 2,5 punti percentuali; i minori acquisti di sostanze e prodotti chimici dalla Cina, un ulteriore contributo negativo di 1,0 punti percentuali.

 

Redazione Fedaiisf

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