
Reiscrizione sanitari radiati, Anelli (Fnomceo): “Sconcertati e delusi, autonomia degli Ordini è garanzia per i cittadini”
FNOMCeO – 14 luglio 2026 (Ufficio Stampa)
“Siamo sconcertati, amareggiati e delusi. Aprire una finestra per la reiscrizione immediata dei medici e degli operatori sanitari che hanno diffuso terapie antiscientifiche durante il covid è una delegittimazione del ruolo degli Ordini professionali a tutela della salute individuale e collettiva. Ed è un affronto alle vittime del Covid,
e, tra loro, ai 383 medici e odontoiatri e a tutti i professionisti della salute che hanno sacrificato la loro vita per continuare a curare”.
Thus the President of the Phnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Rings, dopo l’approvazione, in Commissione Affari Sociali alla Camera, dell’emendamento a prima firma Alice Buonguerrieri, nell’ambito dell’esame della Legge delega di riforma delle professioni sanitarie. L’emendamento introduce una disposizione che consentirebbe la richiesta di reiscrizione ai sanitari radiati per fatti connessi alla pandemia di Covid. La richiesta andrebbe presentata alla Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni sanitarie entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge.
“Se queste notizie corrispondono al vero - explains Rings – verrebbe svuotato il ruolo disciplinare degli Ordini. La radiazione è infatti l’extrema ratio, la sanzione che certifica che il sanitario si è voluto chiamare fuori dalla comunità professionale, decidendo di non seguire quei precetti che la comunità stessa, liberamente, sceglie di autoimporsi, e che costituiscono il Codice deontologico. Il Codice di deontologia medica, all’articolo 13, regola la prescrizione, che deve fondarsi sulle evidenze scientifiche disponibili, sull’uso ottimale delle risorse e sul rispetto dei principi di efficacia clinica, di sicurezza e di appropriatezza. Il medico non adotta né diffonde pratiche diagnostiche o terapeutiche delle quali non è resa disponibile idonea documentazione scientifica e clinica valutabile dalla comunità professionale e dall’Autorità competente, né terapie segrete. Tutto questo a tutela del paziente e della sua salute, che è obiettivo dell’agire medico”.
“Il procedimento disciplinare dunque - continues Rings – è il punto più alto dell’azione degli Ordini a tutela
del paziente. Comminare una sanzione, in particolare estromettere un collega dalla comunità professionale, non è mai una decisione presa con leggerezza ma è una ferita per tutta la comunità. Una ferita che però si rende necessaria per difendere i pazienti e l’onore stesso della Professione. Non può infatti chiamarsi medico chi adotta e diffonde terapie antiscientifiche, che possono causare danni alla salute”.
“Secondo tutti i sondaggi – aggiunge – la stragrande maggioranza degli italiani ha fiducia nei medici. una fiducia che supera quella in tutte le altre istituzioni, e che passa attraverso la fiducia nella scienza, dichiarata dal 90% dei cittadini”.
“Che una legge, in automatico, voglia riammettere chi è stato radiato – he concludes Rings – ci sembra un’ingerenza ingiustificata nella nostra azione, che svuota di significato il ruolo di Enti sussidiari che lo Stato ci ha affidato. Richiamiamo al rispetto che le istituzioni devono avere l’una per l’altra. L’autonomia degli ordini non è un privilegio delle Professioni. È una garanzia per la collettività. Indebolirla significa indebolire uno dei presidi sui quali si fonda il rapporto di fiducia tra cittadini, professionisti e istituzioni”.
FNOMCeO Press Office
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14 luglio 2026
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The fact
La Commissione Affari sociali della Camera ha approvato un emendamento di Fratelli d’Italia al Ddl delega sulla riforma delle professioni sanitarie che apre alla reiscrizione all’Albo dei medici radiati per fatti non dolosi legati alla pandemia. Opposizioni compatte contro il provvedimento, mentre la Fnomceo denuncia “un’ingerenza ingiustificata” nell’autonomia degli Ordini
Il fronte politico sul Covid si sposta dalla Commissione d’inchiesta sulla gestione della pandemia alla Commissione Affari sociali di Montecitorio, dove è passato un emendamento di Fratelli d’Italia al disegno di legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie. Il testo, a prima firma Alice Buonguerrieri, consente ai camici bianchi cancellati dall’Albo per “fatti non dolosi connessi alla pandemia” (tra cui la diffusione di teorie antiscientifiche sui vaccini) di chiedere il rientro nella professione. Immediata la reazione delle opposizioni e della Federazione nazionale degli Ordini dei medici.
Cosa prevede l’emendamento
Nessun reintegro automatico. La norma apre una finestra di 60 giorni dall’entrata in vigore della legge entro cui i sanitari radiati possono presentare istanza di reiscrizione, ma soltanto nei casi in cui il ricorso risulti ancora pendente davanti alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (Cceps). Se la radiazione è invece scaturita da una condanna penale, la domanda potrà essere presentata solo dopo l’avvenuta riabilitazione.
L’opposizione: “Vergogna senza precedenti”
Pd, M5S, Avs, Italia Viva, Azione e +Europa hanno firmato una nota congiunta contro il “reintegro di personale sanitario No vax”. “È una vergogna senza precedenti”, scrivono, parlando di “un precedente pericolosissimo: si riscrive la memoria di una fase drammatica del Paese, mentre oggi si premia chi si è sottratto a quell’obbligo”. E ancora: “Basta usare il Covid per una battaglia politica, legittimando ancora una volta i no vax per puri fini elettorali”.
I deputati del Movimento 5 Stelle ricordano che la radiazione viene comminata “solo in casi di eccezionale gravità legata a credenze antiscientifiche che arrecano danno ai pazienti” e annunciano opposizione “a qualsiasi colpo di spugna”.
La replica di FdI: “Fine di una persecuzione”
Buonguerrieri difende la scelta a nome del gruppo, rivendicando “la volontà di mettere fine a questa persecuzione e ripristinare la vera libertà dei sanitari di operare in scienza e coscienza”. Dalla sinistra, sostiene, “vogliono continuare una assurda caccia alle streghe fuori tempo massimo”.
Le risponde la deputata dem Ilenia Malavasi: “Quell’obbligo vaccinale non fu un capriccio ideologico, ma una misura sanitaria adottata per proteggere pazienti fragili affidati alle cure di chi decise di non vaccinarsi. Chiamarla ‘persecuzione’ è un insulto alla scienza”.
Il confronto si sposterà ora nell’Aula di Montecitorio, dove la riforma delle professioni sanitarie potrebbe arrivare prima della pausa estiva.




