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Ultimatum Schillaci a AIFA. Spesa farmaceutica fuori controllo. Chiede “chiarimenti urgenti e misure correttive”

il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha inviato una comunicazione urgente all’AIFA chiedendo

chiarimenti e misure correttive urgenti a causa di una spesa farmaceutica fuori controllo, sollevando preoccupazioni sui “trucchi” nella gestione della spesa e l’uso dei fondi pubblici, evidenziando la necessità di trasparenza e di un’efficace gestione delle risorse.

Punti chiave della richiesta:
  • Spesa farmaceutica: Il Ministro ha chiesto un intervento immediato per contenere l’aumento della spesa farmaceutica, ritenuta fuori controllo, come riportato da Quotidiano Sanità And Il Fatto Quotidiano.
  • Gestione risorse e trasparenza: Schillaci ha sottolineato la necessità di una gestione più attenta e trasparente dei fondi.
  • Riforma AIFA: La richiesta si inserisce in un contesto di riforma dell’Agenzia, volta a renderla più snella ed efficiente, con l’obiettivo di migliorare i servizi e controllare la spesa pubblica, come già espresso in passato dal Ministro, secondo Quotidiano Sanità.
In sintesi, la lettera di oggi rappresenta un segnale forte da parte del Ministero per richiedere maggiore responsabilità e controllo sulla gestione della spesa farmaceutica e delle risorse dell’AIFA, con un focus sull’efficacia e la trasparenza, in linea con gli obiettivi di riforma dell’Agenzia, evidenziato da Quotidiano Sanità e Agenzia Italiana del Farmaco

Note:

Ai vertici dell’Agenzia del farmaco restano otto giorni – la lettera ricevuta è del 4 febbraio – per fornire “chiarimenti urgenti”; e dal 30 aprile dovrà presentare un “rapporto bimestrale”. A superare i limiti è la spesa diretta, quella di ospedali e Asl: nei primi sei mesi del 2025 c’è stato uno sforamento di oltre 2,62 miliardi di euro
There pharmaceutical expense potrebbe assorbire quel poco di aumento nominale del Fondo sanitario nazionale previsto dalle ultime leggi di bilancio e il ministro Orazio Schillaci ha deciso di prendere in mano la partita. I vertici dell’Aifa, l’Agenzia del farmaco, hanno 14 giorni – anzi ormai sono otto, perché la lettera è del 4 febbraio – per fornire “chiarimenti urgenti” e indicare adeguate “misure correttive”, si legge nell’oggetto della missiva. Toni severi, da ultimatum, che prefigurano un possibile ricambio della governance se non un clamoroso commissariamento.
Schillaci richiede una “documentazione metodologica completa”, “evidenze a supporto delle scelte autorizzative effettuate, con indicazione esplicita dei benefici attesi” e “informazioni dettagliate sull’esistenza e sul funzionamento di sistemi di monitoraggio della performance dei farmaci innovativi”.
In short, il ministro ipotizza che siano stati autorizzati troppi farmaci, che poi è la critica di gran parte della farmacologia non allineata agli interessi delle imprese, da Silvio Garattini in giù.

 

Schillaci chiede all’Aifa, dal prossimo 30 aprile, anche un “rapporto bimestrale” con l’“analisi dell’andamento della spesa farmaceutica disaggregata, identificazione delle criticità emerse, azioni concrete e misurabili per la riduzione sensibile della spesa, cronoprogramma di implementazione delle misure correttive e indicatori di monitoraggio”.

E conclude: “Data l’urgenza della questione e la rilevanza sociale della materia, si richiede l’invio della documentazione sopra indicata entro e non oltre quattordici giorni dalla ricezione della presente. Ogni variazione significativa dell’andamento della spesa farmaceutica dovrà essere tempestivamente comunicata a questo Ministero”.

(Source: Il Fatto Quotidiano)


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Redazione Fedaiisf

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